Reticolato di Richard Larson

La ragazza fantasma di Richard Larson
La ragazza fantasma di Richard Larson

Il racconto breve “Reticolato” (“Meshed”) di Richard Larson è stato pubblicato per la prima volta nel 2015. In Italia è stato pubblicato da Future Fiction all’interno dell’antologia in italiano e inglese “Ghost Girl – La ragazza fantasma” nella traduzione di Lorenzo Crescentini.

Oxford Diallo è una grande promessa del basket che sta per compiere 18 anni. Arrivato da poco dal Senegal assieme al padre, mostra fin dai primi allenamenti tutto il suo talento straordinario. Per lui ci sono ottime prospettive non solo per quanto riguarda un contratto da professionista ma anche per le sponsorizzazioni. Un agente cerca subito di convincerlo a essere reticolato, cioè a farsi un impianto neurale per condividere le sue sensazioni fisiche, ma lui non lo vuole.

“Reticolato” ci porta in un futuro che sembra non troppo lontano nel mondo del basket in un racconto che mostra una possibile evoluzione di quelle che sono le tendenze attuali. In tutti gli sport professionistici americani di alto livello i giovani più promettenti ricevono offerte non solo dalle squadre delle leghe in cui andranno a giocare ma anche da aziende che vogliono farne i loro testimonial.

Nel corso del tempo il giro di soldi è cresciuto enormemente e l’esposizione mediatica è diventata sempre più sofisticata. Oggi l’esposizione sui media, sia quelli “classici” che i social, è diventata parte integrante non solo della vita ma anche della carriera dei giocatori. Richard Larson prova a immaginare come ciò potrebbe cambiare in un futuro in cui esistono impianti neurali che permettono agli spettatori di provare le sensazioni fisiche dei giocatori.

Oggi possiamo andare sul sito dell’NBA o sui canali YouTube dedicati al basket professionistico e vedere le migliori azioni delle ultime partite. Fra qualche anno potremmo scaricare esperienze molto più complete che ci facciano provare le sensazioni che i giocatori provano quando schiacciano o addirittura durante un’intera partita.

Il racconto è narrato dal punto di vista di un agente che cerca di convincere Oxford Diallo, un ragazzo con un talento straordinario, a firmare un contratto di sponsorizzazione che prevede l’uso di un impianto neurale ma lui non lo vuole. Suo nonno materno aveva un impianto neurale di tipo militare quand’era un soldato ed esso veniva usato per controllare le truppe perciò il nipote non lo vuole.

La questione solleva varie considerazioni etiche e morali. Il problema di usare soldati letteralmente come burattini è quello più inquietante ma c’è anche quello di essere visti da milioni di persone. In questo caso, è un problema che esiste già oggi con l’esposizione sui vari media ma potrebbe diventare ancora più serio fra qualche decennio se chiunque potrà vedere letteralmente ciò che vedono giocatori famosi. Quale influenza può avere una tale consapevolezza?

Ci sono agenti che agiscono come squali per convincere giovani promesse dello sport a firmare contratti con le aziende che rappresentano. Da questo punto di vista “Reticolato” è realistico e quindi perfettamente comprensibile. L’elemento fantascientifico offre motivi di riflessioni su applicazioni tecnologiche che possono raggiungere campi che vedono coinvolte milioni di persone comuni come lo sport.

20 Comments


  1. Interessantissimo davvero! Adoro questo genere, grazie per l’articolo!

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  2. Ciao Massimo, la storia è molto avvincente anche se io sono più diretta verso altri generi. Ma le storie mi affascinano sempre e comunque.

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    1. Nel caso specifico di questo racconto il genere è abbastanza sfumato e viene usato come proiezione nel futuro di problemi attuali.

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  3. Grazie Massimo, recensione molto interessante. E come giustamente osservi, tramite i social media oggi siamo già molto esposti e quindi osservati. In questo libro si parla di qualcosa che ancora non esiste, ma potrebbe diventare realtà.

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    1. Esatto, il senso del racconto è proprio il cercare di offrire una possibile visione della situazione che potrebbe essere normale fra qualche decennio.

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  4. Mi sono sempre piaciuti questi racconti sul futuro distopico. E’ un tipo di narrazione nel quale mi riconosco e mi perdo volentieri.
    E questo soggetto è l’ideale per riflettere sulla sovraesposizione delle persone in questo momento storico. Grazie del suggerimento.

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  5. Ciao Massimo, una storia molto interessante, ci avviciniamo sempre più, anche nella realtà, a storie che fino a pochi anni fa sembravano fantascienza. Chissà che un giorno non si arrivi davvero agli impianti neurali.

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    1. Alcuni progetti di interfacce neurali esistono già, bisogna vedere quanto ci vorrà per ottenere risultati e quanto ci vorrà perché si diffondano quanto i media che conosciamo.

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  6. È sicuramente un genere che mi piace. Lo comprerò dopo gli esami di giugno all’università. Grazie per il consiglio 🙂

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  7. Mi attirano molto questi racconti anche se mi fanno paura al tempo stesso. Come dicevi, oggigiorno con i social media siamo già notevolmente esposti e sotto il costante sguardo di tutti. Mi mette i brividi pensare che tra qualche anno si possa arrivare davvero a tecnologie come quelle raccontate nel libro. Molto interessante però che sia narrato dal punto di vista dell’agente, insolito.

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    1. La scelta dell’autore è interessante. L’agente è quello che si trova di fronte i problemi etici e morali nella loro pienezza mentre sta facendo il suo lavoro.

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  8. Non è il mio genere abituale, ma la recensione è fatta bene e direi che la storia tra qualche anno potrebbe essere realtà!

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    1. L’autore rimane sul vago riguardo all’anno ma se consideriamo che quegli impianti sono normali è chiaro che ritiene che verranno sviluppati in breve tempo.

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  9. Interessante davvero, fonte di riflessione per tutti quelli che hanno voglia di leggere e provare a capire

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  10. interessante, complimenti per la recensione ben fatta, semplice e chiara . Un libro che non conoscevo e che terrò presente x i prossimi acquisti. Grazie

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