Uno studio dei fossili del periodo Cambriano per rintracciare la nascita dei primi animali

Fossile di Anomalocaris Canadensis risalente al Cambriano (Immagine cortesia A. Daley)
Fossile di Anomalocaris Canadensis risalente al Cambriano (Immagine cortesia A. Daley)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” descrive una ricerca su antichissimi fossili di animali in relazione all’esplosione del Cambriano. Un team di ricercatori dell’Università britannica di Oxford e dell’Università svizzera di Losanna ha compiuto l’esame più completo mai fatto di fossili di Euartropodi primitivi. Le conclusioni sono che le origini di questi animali risalgono a non prima di 550 milioni di anni fa e la loro diversificazione ha impiegato circa 40 milioni di anni.

Gli Euartropodi costituiscono un enorme phylum che include oltre l’80% delle specie animali perché comprende insetti, aracnidi, organismi come millepiedi, crostacei e vari gruppi oggi estinti come i trilobiti. Si tratta di un gruppo talmente vasto che molte parentele non sono chiare ma le loro tracce risalgono a oltre 500 milioni di anni fa e aiutano a capire quando cominciarono a evolversi i primi animali.

Nel campo della paleontologia è normale dover compiere ricerche basate su quantità limitate di fossili e ciò è tanto più vero quando si cerca di studiare periodi così antichi. Per questo motivo, ci sono scienziati che ritengono che gli animali cominciarono a emergere anche 650 milioni di anni fa per poi evolversi gradualmente mentre secondo altri vi fu una rapida evoluzione che cominciò circa 540 milioni di anni fa.

Un team guidato dalla professoressa Allison Daley di Oxford ha esaminato fossili primitivi di Euartropodi per cercare di capire se la assenza di fossili più antichi di 540 milioni di anni fa fosse dovuta a un problema di mancata conservazione. A partire da quell’epoca nel giro di poche decine di milioni di anni vi fu l’evoluzione dei phylum esistenti oggi ma quale fu il punto di partenza per l’evoluzione degli animali?

L’esame di fossili provenienti da depositi come l’Argillite di Burgess, dove la conservazione è molto buona, risalenti al periodo Cambriano e a quello precedente, l’Ediacarano, mostra che in entrambi i periodi vi sono abbondanti quantità di fossili. Tuttavia, anche nei depositi più ricchi i fossili di Euartropodi sono presenti negli strati relativi al periodo Cambriano ma non negli strati relativi all’Ediacarano, dove c’è abbondanza di alghe ma non di animali.

Gli scienziati guidati dalla professoressa Allison Daley ha esaminato una vasta gamma di fossili per capire la situazione concludendo che l’assenza di Euartropodi più antichi di 541 milioni di anni non era dovuta a un problema di conservazione. Secondo loro l’unica possibile spiegazione è che quello fu il momento in cui questo enorme phylum emerse.

Secondo gli scienziati ci fu un periodo di circa 40 milioni di anni dopo l’origine degli Euartropodi in cui avvenne una diversificazione con l’evoluzione dei vari gruppi che in parte esistono anche oggi. In sostanza, la conclusione è una via di mezzo tra le ipotesi che sono state discusse da lungo tempo dai paleontologi.

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