Pianeta parallelo di Ian McDonald

Pianeta parallelo di Ian McDonald (edizione inglese)
Pianeta parallelo di Ian McDonald (edizione inglese)

Il romanzo “Pianeta parallelo” (“Be My Enemy”) di Ian McDonald è stato pubblicato per la prima volta nel 2012. È il secondo libro della serie Everness e segue “Terra incognita“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1655 di Urania nella traduzione di Annarita Guarnieri.

Everett Singh è in fuga sull’aeronave Everness, di cui è diventato un membro dell’equipaggio. Non ha rinunciato a ritrovare suo padre ma si tratta di un’impresa al limite dell’impossibile considerata la quantità di universi paralleli esistenti. Il passo successivo richiede un viaggio che potrebbe essere molto pericoloso su un mondo che per qualche motivo è in quarantena.

Everett M Singh ha perso suo padre e lui stesso è quasi morto. Salvato grazie all’uso di tecnologia aliena, il suo corpo è stato modificato notevolmente fornendogli capacità sovrumane. Ciò ha un prezzo e Charlotte Villers lo invia alla caccia del suo alter-ego, a cui tende una trappola.

“Pianeta parallelo” inizia dov’era finito “Terra incognita” e ne è una continuazione diretta. Per questo motivo, è necessario aver già letto il primo libro della serie dato che essa forma un’unica grande storia divisa in tre parti. Il concetto degli universi paralleli viene sfruttato ulteriormente, anche perché la presenza di diverse versioni di alcuni personaggi diventa fondamentale nella trama.

La serie Everness è un prodotto young adult ma ciò non significa che sia di bassa qualità. Ian McDonald è un grande scrittore in grado di creare un universo, o un multiverso, narrativo interessante con una trama e almeno alcuni personaggi ben sviluppati con un progresso rispetto al primo romanzo. Tutto ciò viene fatto pur mantenendo la storia lineare e avendo un adolescente come protagonista.

In “Terra incognita” il lettore aveva imparato a conoscere Everett Singh, un ragazzo brillante in grado di sfruttare l’invenzione che suo padre gli aveva lasciato prima di essere rapito da personaggi misteriosi. Il suo incontro fortuito con Sen, la figlia del capitano dell’aeronave Everness, gli aveva permesso di reagire agli eventi per cercare di ritrovarlo facendogli anche capire quanto fosse vasto l’insieme di universi paralleli esistenti.

In “Pianeta parallelo” Ian McDonald espande tutto ciò che era stato presentato nel primo libro. Grazie ai viaggi in altri universi paralleli, scopriamo le loro differenze rispetto al nostro. Questi viaggi possono essere anche pericolosi dato che uno degli universi è in quarantena e scopriamo la ragione di una misura così drastica.

Altri universi paralleli significa anche nuove possibilità per i personaggi di incontrare i loro alter-ego o quelli di persone conosciute. Ciò permette di creare un gioco di specchi che però restituiscono immagini distorte perché due versioni di una stessa persona non sono mai uguali. Le differenze tra Everett Singh e un suo alter-ego costituiscono una parte importante della trama.

Questi incontri permettono a Ian McDonald di sviluppare meglio i personaggi importanti, assieme ad altre interazioni come quelle che avvengono a bordo dell’aeronave Everness. Esse danno maggior profondità ai membri del suo equipaggio e secondo me costituiscono una delle parti migliori del romanzo.

Perfino Charlotte Villers sembra meno una caricatura rispetto a “Terra incognita” anche grazie all’interazione con un suo alter-ego, che nel suo caso è un uomo. Rimane comunque una cattiva non particolarmente realistica ma inizialmente era davvero una macchietta e quindi un punto debole del primo romanzo

Con l’aggiunta di nuove minacce, la situazione per Everett Singh e l’equipaggio dell’aeronave Everness diventa più complessa, anche in termini etici e morali. In “Pianeta parallelo” ci sono diverse fazioni con diversi obiettivi andando ben oltre una divisione netta tra buoni e cattivi e uno scontro tra di essi.

Alla fine però l’elemento principale della serie Everness è quello avventuroso perciò l’azione è decisamente preponderante rispetto alle riflessioni, che a volte sono tutt’altro che profonde. Il ritmo è molto elevato e adrenalinico per le continue minacce ai protagonisti.

Complessivamente, “Pianeta parallelo” ha confermato la buona impressione che avevo avuto col primo romanzo nonostante l’impostazione fortemente young adult. Anche questo secondo romanzo non ha un vero finale perciò se vi sembra interessante tenete presente che è necessario leggere tutta la trilogia.

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