Trovati resti fossili di farfalle e falene del Giurassico

Scaglie di lepidotteri del Giurassico (Immagine cortesia van Eldijk et al.)
Scaglie di lepidotteri del Giurassico (Immagine cortesia van Eldijk et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” descrive il ritrovamento dei più antichi resti fossili di lepidotteri, l’ordine di insetti che comprende farfalle e falene. Un team di scienziati ha analizzato campioni di suolo in cui il professor Paul K. Strother del Boston College aveva individuato resti fossili. La datazione a circa 200 milioni di anni fa indica che quegli insetti esistevano decine di milioni di anni prima delle piante da fiore mentre molte stime precedenti suggerivano una possibile coevoluzione tra i due gruppi.

I lepidotteri, ordine Lepidoptera, costituiscono un gruppo di insetti molto numeroso ma la presenza di fossili è scarsa rispetto a quella di altri insetti. È un tipico caso in cui i paleontologi e in questo caso gli entomologi sono costretti a effettuare stime basandosi su dati incompleto con risultati anche molto diversi a causa delle incognite esistenti.

Nel 2012 il professor Paul K. Strother era a Schandelah, in Bassa Sassonia, in Germania, dove ha esaminato campioni di roccia sedimentaria risalente a cavallo tra il periodo Triassico e il Giurassico. A quell’epoca, circa 200 milioni di anni fa, ci fu un’estinzione di massa che potrebbe essere associato a fenomeni di intenso vulcanesimo coincidente con la frammentazione della Pangea, il supercontinente che allora comprendeva quasi tutte le terre emerse.

Secondo le stime, circa il 35% delle specie viventi venne spazzata via nel corso di quell’estinzione di massa, al contrario gli indizi suggeriscono che i lepidotteri non solo non si estinsero ma che al contrario si diversificarono molto nel periodo successivo. Qualcosa del genere successe ai dinosauri perciò è possibile che quell’estinzione di massa portò a condizioni ambientali in cui i lepidotteri riuscirono a prosperare.

Dopo la scoperta dei resti fossili di lepidotteri, il professor Paul K. Strother cominciò una ricerca approfondita assieme ad altri scienziati come Timo van Eldijk e Bas van de Schootbrugge dell’Università di Utrecht. I fossili mostrano caratteristiche tipiche del loro ordine tassonomico nelle squame ma i loro discendenti sono conosciuti tra le altre cose per il loro legame con le piante da fiore, che 200 milioni di anni fa non esistevano ancora.

Queste nuove scoperte indicano che i primi lepidotteri, appartenenti al sottordine Glossata, erano legati a gimnosperme. L’apparato boccale di quegli insetti si era evoluto per nutrirsi di goccioline di impollinazione, secrezioni tipiche di varie piante di quel gruppo. Solo molto tempo dopo, con l’apparizione dei fiori, i lepidotteri si sono adattati alle Angiosperme, che costituiscono un altro grande gruppo di piante.

Questa ricerca ha ricavato nuove informazioni sull’evoluzione dei lepidotteri e offre nuovi spunti di ricerca. Porta una maggior comprensione del rapporto di farfalle e falene con diversi gruppi di piante nel corso della loro storia ma anche della loro evoluzione in seguito a un’estinzione di massa. Ciò potrebbe aiutare a capire come potranno evolversi nel futuro in seguito ai cambiamenti ambientali che stanno avvenendo attualmente.

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