La Jablonskipora kidwellae potrebbe essere una specie chiave nell’evoluzione dei briozoi

Fossili di Jablonskipora kidwellae (Foto cortesia Paul Taylor/London's Natural History Museum)
Fossili di Jablonskipora kidwellae (Foto cortesia Paul Taylor/London’s Natural History Museum)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Papers in Palaeontology” descrive la scoperta di una specie di briozoi chiamata Jablonskipora kidwellae che costituisce un anello mancante evoluzionario. Si tratta infatti dei primi briozoi moderni a crescere in una struttura e il loro studio potrebbe aiutare a far luce sull’evoluzione di questi piccoli invertebrati che vivono in colonie e fanno parte di un phylum emerso nel periodo Cambriano, circa 500 milioni di anni fa.

I briozoi, phylum Bryozoa o Ectoprocta, sono animali tipicamente acquatici che oggi esistono in molte specie diverse che vivono sia in acque marine che in acque dolci. Sono considerati fossili viventi perché discendono da organismi antichissimi, forse tra le prime forme di vita multicellulare e tra i primi animali a essersi evoluti. Sono molto diversi dagli altri animali perciò ricostruire le parentele con gli altri phylum è fonte di controversia. La conseguenza è che sono state fatte varie proposte di raggruppamento dei briozoi con altri phylum in gruppi tassonomici più vasti.

Finora gli scienziati non erano riusciti a capire come i briozoi fossero riusciti a sopravvivere per mezzo miliardo di anni e molti cambiamenti nel mondo. Ora però Paul Taylor e Silviu Martha del Museo di Storia Naturale di Londra ritengono di aver scoperto un anello mancante nella storia dei briozoi nella specie che hanno chiamato Jablonskipora kidwellae in onore degli scienziati geofisici dell’Università di Chicago David Jablonski e Susan Kidwell.

Fossili appartenenti a questa specie sono stati scoperti nel sud-est dell’Inghilterra, vicino a Devon. Vennero scoperti all’inizio del XX secolo ma vissero circa 105 milioni di anni fa. Sembra bizzarro parlare di briozoi moderni riferendosi a fossili così antichi ma stiamo parlando di un phylum estremamente antico che per oltre 50 milioni di anni mostrò una scarsa diversità.

In particolare l’ordine Cheilostomata o Cheilostomatida apparve solo nel tardo Giurassico, circa 150 milioni di anni fa. La Jablonskipora kidwellae è stato attribuito a questo ordine, che circa 100 milioni di anni fa mostrò una forte diversificazione. Si tratta del periodo in cui visse la specie scoperta, che secondo i ricercatori mostra caratteristiche chiave nella loro evoluzione.

La struttura della colonia creata dalla Jablonskipora kidwellae si sviluppa verso l’alto. Ciò può sembrare banale ma secondo i ricercatori si tratta di un cambiamento fondamentale perché permette alla colonia di sfruttare l’acqua che passa sopra il letto del mare, a cui una piccola parte di questi organismi è ancorata. La creazione di quel tipo di struttura richiede un diverso tipo di unione tra gli individui, un salto evolutivo che ha permesso una maggior diffusione dei briozoi e la loro conseguente diversificazione.

I briozoi non sono esattamente gli organismi che suscitano il maggior interesse, né tra gli scienziati né tra il pubblico. Tuttavia, rappresentano un caso di successo evolutivo in cui organismi che vivono in colonie sono riusciti a svilupparsi in modo lento, sotto tutti i punti di vista, e a prosperare per un tempo lunghissimo.

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