Forse la catastrofe che provocò l’estinzione dei dinosauri fu peggiore di quanto si pensasse

Concetto artistico dell'impatto del meteorite che provocò l'estinzione di massa (Immagine Donald E. Davis/NASA/JPL)
Concetto artistico dell’impatto del meteorite che provocò l’estinzione di massa (Immagine Donald E. Davis/NASA/JPL)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una ricerca che offre una nuova stima dei cambiamenti climatici provocati del meteorite che circa 66 milioni di anni fa portò all’estinzione dei dinosauri e di moltissime altre specie dell’epoca. Secondo un team di ricercatori la quantità di zolfo rilasciata nell’atmosfera fu maggiore rispetto alle stime precedenti con conseguenze peggiori. Parte degli autori ha partecipato anche a uno scavo nel cratere provocato dal meteorite, che ha avuto risultati descritti in un articolo pubblicato sulla rivista “GSA Today”.

All’inizio del 2017 un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descriveva un precedente studio su quell’estinzione di massa e forniva alcune stime sulle conseguenze dell’impatto di quel gigantesco meteorite. Ora un altro team di ricercatori ha aggiornato quelle stime riesaminando tramite simulazioni al computer i meccanismi che permettono a un impatto di avere effetti globali con il rilascio di gas che hanno un’influenza sul clima.

Nella primavera del 2016, un team di geologi dell’International Ocean Discovery Program and International Continental Scientific Drilling Program (IODP-ICDP) Expedition 364 ha condotto una spedizione per trivellare al largo dell’odierna costa del Messico nel cratere chiamato Chicxulub generato dal meteorite. Vari scavi, indicati con varie sigle nell’immagine in basso, sono avvenuti nel rilievo a forma di anello del cratere, formatosi in seguito al rimbalzo delle rocce dopo il collasso che seguì l’impatto, e in altre aree del cratere.

Gli scavi hanno confermato che il rilievo a forma di anello consiste di granito, sollevato dalle profondità in seguito all’impatto. Le analisi dei campioni prelevati hanno permesso di raccogliere nuovi dati sull’impatto di quel meteorite che hanno permesso ai ricercatori di effettuare nuove stime della quantità di zolfo e anidride carbonica che vennero proiettate nell’atmosfera. Le stime includono una seconda fase di quella catastrofe, avvenuta con un ulteriore rilascio di gas quando materiali espulsi vennero vaporizzati.

Secondo le nuove stime, circa 325 miliardi di tonnellate di zolfo e 425 miliardi di tonnellate di anidride carbonica vennero proiettate nell’atmosfera. Si tratta di quantità di zolfo molto maggiori di quelle stimate nella ricerca precedente. Usando le vecchie stime, i ricercatori avevano calcolato che quell’impatto abbia causato un abbassamento medio della temperatura a livello globale fino a 26° Celsius per circa tre anni.

La nuova ricerca non ha offerto nuovi calcoli di quel tipo ma il gas di zolfo deve aver bloccato una notevole percentuale di luce solare perciò una maggior quantità nell’atmosfera implica che il raffreddamento fu maggiore. Le nuove simulazioni hanno anche tenuto conto dei gas proiettati nell’atmosfera a bassa velocità che non vi sono rimasti e non hanno influenzato il clima.

Nonostante la devastazione, le ricerche nel cratere Chicxulub mostrano tracce fossili risalenti al periodo di poco successivo all’impatto nella roccia calcarea. Quelle tracce indicano che circa 30.000 anni dopo quell’evento la vita in quell’area si era già ripresa. In sostanza, le nuove informazioni raccolte e simulazioni più sofisticate ci stanno dando un quadro più completo di un momento chiave nella storia della vita sulla Terra.

Schema del cratere Chicxulub (Immagine cortesia Kring et al)
Schema del cratere Chicxulub (Immagine cortesia Kring et al)

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