I microfossili della formazione Khesen offrono nuovi indizi sull’apparizione dei primi animali

Alcuni microfossili della formazione Khesen (Immagine cortesia Università di Yale)
Alcuni microfossili della formazione Khesen (Immagine cortesia Università di Yale)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geology” descrive una ricerca su microfossili in eccellente stato di conservazione scoperti nella Mongolia del nord che potrebbero aiutare a capire l’evoluzione dai microbi agli animali. Un team di ricercatori guidati dall’Università di Yale ha studiato questi fossili con un aspetto simili a embrioni scoperti in quella che è stata chiamata formazione Khesen risalenti a circa 540 milioni di anni fa, nel corso del periodo Ediacarano.

La scoperta della formazione Khesen è stata definita la più significativa riguardante i fossili primordiali di animali dopo quella della formazione Doushantuo nella località cinese di Weng’an, caratterizzata da rocce sedimentarie che contengono un’abbondante quantità di fossili in eccellente stato di conservazione e ancor più antichi, anche più di 600 milioni di anni.

Le strane caratteristiche dei fossili della formazione Doushantuo sono da ormai due decenni oggetto di discussioni nel campo della paleontologia per la difficoltà di classificarli. Ad esempio, un articolo pubblicato nel maggio 2017 sulla rivista “Journal of the Geological Society” descriveva una ricerca su alcuni di essi che ipotizzava che si trattasse di alghe e non di animali. È una questione importante perché coinvolge le ricerche sull’origine degli animali.

Nel campo della paleontologia la scoperta di nuovi fossili può fare la differenza nelle ricerche riguardanti un certo gruppo di organismi, in questo caso in particolare l’apparizione dei primi animali. In generale, può aiutare a capire meglio gli organismi che vissero nel periodo Ediacarano e la transizione con il periodo Cambriano.

Tra gli organismi trovati anche nella formazione Khesen ci sono acritarchi, che formano un gruppo di microfossili molto variegato e, anche in questo caso, con problemi di classificazione dei vari esemplari. Secondo i ricercatori, i microfossili esaminati contengono un totale di 17 specie di organismi appartenenti a 8 generi tassonomici di cui solo una parte costituita da acritarchi.

I ricercatori hanno identificato i gruppi Appendisphaera, Cavaspina e Variomargosphaeridium e la possibile alga Archaeophycus yunnanensis. Ci sono anche organismi attribuiti al genere tassonomico Megasphaera, classificati come batteri ma anch’essi al centro di discussioni. Ross Anderson, il primo autore di questo studio, ha spiegato che si tratta solo della punta di un iceberg perché la maggior parte dei fossili deriva da due soli campioni.

La formazione Khesen è stata considerata interessante fin dall’inizio per la presenza di fosforiti, rocce sedimentarie con un elevato contenuto di fosfati. Rocce di quel tipo hanno preservato organismi analoghi in Cina perciò i ricercatori avevano buone speranze di scoprire qualche fossile interessante. I risultati sono arrivati già dai primi esami e ci sono aspettative per quelli che verranno compiuti in futuro.

In sostanza, questo studio rappresenta solo l’inizio di una campagna di ricerche sui fossili della formazione Khesen, che ha già mostrato un potenziale davvero interessante. Il team guidato dall’Università di Yale ha già effettuato ulteriori lavori per ottenere ulteriori campioni in diverse aree della formazione Khesen.

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