
Un articolo pubblicato sulla rivista “Palaeontology” apre una controversia sulla classificazione del Tullimonstrum gregarium, uno strano animale marino vissuto circa 300 milioni di anni fa conosciuto comunemente come mostro di Tully (foto ©Ghedoghedo). Nel corso del 2016 due ricerche avevano portato argomentazioni a sostegno della tesi che quest’animale fosse un vertebrato ma adesso un gruppo di paleobiologi guidati da Lauren Sallan dell’Università della Pennsylvania porta argomentazioni contrarie.
Secondo il team di Lauren Sallan tenere in considerazione tutte le prove riguardanti il mostro di Tully porta a una conclusione contraria alla tesi che si tratti di un vertebrato. Essi ritengono che l’insieme di prove che includono l’anatomia, la preservazione e il confronto con altre specie porti a conclusioni ben diverse mettendo ancora una volta in dubbio la classificazione di questo strano animale nell’albero della vita.
Un’obiezione riguarda le conclusioni delle analisi dell’interno dei corpi di vari mostri di Tully fossili in cui i ricercatori hanno identificato branchie e una rudimentale corda spinale, descritte nell’articolo pubblicato nel marzo 2016. Si tratta di alcuni degli elementi anatomici che li hanno convinti che esso fosse un vertebrato imparentato con le moderne lamprede. Secondo il team di Lauren Sallan tali conclusioni sono basate su ben pochi tessuti preservati e che lamprede sono state trovate nell’area in cui visse il mostro di Tully ma non gli assomigliano.
Anche l’esame degli occhi del mostro di Tully, descritto nell’articolo pubblicato nell’aprile 2016, viene contestato. I ricercatori avevano scoperto due forme di melanosomi e avevano fatto notare che solo i vertebrati li hanno in due forme diverse. Secondo il team di Lauren Sallan ciò non costituisce una prova perché gli occhi si sono evoluti molte volte, anche in strutture complesse come in artropodi e cefalopodi come i polpi, perciò non si può escludere che gli occhi del Tullimonstrum gregarium avessero similitudini con quelli dei vertebrati.
I ricercatori offrono perfino un’argomentazione opposta sostenendo che il mostro di Tully avesse occhi con una struttura più semplice di quella di tutti i vertebrati conosciuti. I molluschi e gli anellidi sono tra gli animali che hanno strutture simili a quelle del Tullimonstrum gregarium, come anche alcuni cordati primitivi. In sostanza, forse quest’animale era imparentato con i vertebrati ma non faceva parte di quel gruppo.
Nel complesso, secondo il team di Lauren Sallan nessuno degli oltre 1.000 esemplari di mostro di Tully esaminati mostra strutture che possano essere ritenute universali nei vertebrati acquatici. Se almeno in una parte di quegli esemplari tali strutture fossero state conservate la conclusioni delle precedenti ricerche sarebbe stata accettata ma quest’animale non sembra possedere nulla di ciò.
Le varie conclusioni riguardanti il Tullimonstrum gregarium derivano da complessi esami effettuati sui fossili e varie analisi dei dati raccolti. Ciò mostra ancora una volta le difficoltà che i paleontologi possono avere nel classificare creature vissute centinaia di milioni di anni fa che hanno somiglianze solo vaghe con quelle attuali.
Onestamente dopo due ricerche diverse che sostenevano che il Tullimonstrum gregarium era un vertebrato basandosi su motivazioni diverse pensavo che la questione fosse chiusa. Le contestazioni mosse dal team di Lauren Sallan potrebbero far ripartire gli studi, anche perché non viene fornita una classificazione alternativa.
