Doctor Who – The Tenth Planet

Doctor Who - The Tenth Planet
Doctor Who – The Tenth Planet

“The Tenth Planet” è un’avventura della quarta stagione della serie classica di “Doctor Who” trasmessa nel 1966. È composta da quattro parti, scritta da Kit Pedler e Gerry Davis e diretta da Derek Martinus.

La storia

Il Tardis si materializza al polo sud della Terra, nel 1986. Il Primo Dottore (William Hartnell), Ben (Michael Craze) e Polly (Anneke Wills) vengono arrestati dalle guardie della base Snowcap, che tra le altre cose è un centro di controllo per missioni spaziali e sta gestendo i contatti con una navicella in orbita. Una serie di strane rilevazioni preoccupa i responsabili della missione ma è nulla in confronto alla scoperta che un pianeta sconosciuto si sta avvicinando alla Terra.

Il Dottore rivela che il misterioso pianeta si chiama Mondas e che i suoi abitanti arriveranno presto sulla Terra ma non viene creduto. Mentre la navicella in orbita subisce una perdita di energia, la base Snowcap viene attaccata da tre Cybermen, abitanti di Mondas che nel corso del tempo hanno sostituito sempre più parti organiche dei loro corpi diventando cyborg. I Cybermen vogliono portare i terrestri su Mondas e farli diventare come loro.

Extra

Questo DVD è ricco di extra, tanto che parte di essi è contenuta in un secondo DVD. Sono presenti contenuti tipici come una galleria di immagini tratte da quest’avventura, i sottotitoli della produzione, i Radio Time Listings e un promo dei DVD di “Doctor Who” pubblicati prossimamente.

Sono presenti nella traccia audio alternativa degli episodi commenti all’avventura da parte della protagonista Anneke Wills, degli attori Christopher Matthews, Earl Cameron, Alan White, Donald Van Der Maaten e Christopher Dunham e del designer Peter Kindred moderati da Toby Hadoke.

Frozen Out. Un documentario di 29 minuti sulla produzione di quest’avventura.

Episode 4 VHS Reconstruction. Una ricostruzione del quarto episodio, tutt’ora mancante, basata su spezzoni e fotografie esistenti associate alla traccia audio prodotta per l’edizione in videocassetta.

William Hartnell Interview. Una breve intervista con William Hartnell del 1966.

Doctor Who Stories: Anneke Wills. Un’intervista di circa 13 minuti con Anneke William del 2003 in cui parla della sua interpratazione di Polly.

The Golden Age. Un documentario di 15 minuti sulla presunta età dell’oro di “Doctor Who”.

Boys! Boys! Boys! Peter Purves, Frazer Hines e Mark Strickson parlano delle loro esperienze come compagni del Dottore in questo extra di 19 minuti.

Companion Piece. Un’analisi psicologica del ruolo dei compagni del Dottore con interventi di vari attori che li hanno interpretati in un extra di circa 24 minuti.

Blue Peter. Una parte di circa 9 minuti della trasmissione “Blue Peter” riguardante la storia di “Doctor Who” trasmessa due settimane prima del decimo anniversario della serie.


Lavorare con William Hartnell stava diventando sempre più complicato a causa delle sue progressive difficoltà nel ricordare i suoi dialoghi e dei suoi scatti d’ira che rendevano tesi i rapporti con colleghi e con lo staff. L’attore stava cominciando a soffrire di quella che tempo dopo venne diagnosticata come arteriosclerosi ma ci volle parecchio tempo perché i dirigenti della BBC accettassero di cambiare il protagonista di “Doctor Who”. Probabilmente un calo dell’audience nel corso della terza stagione contribuì a quella decisione.

Kit Pedler aveva già lavorato per la produzione di “Doctor Who” come consigliere scientifico e aveva discusso nuove idee con lo story editor Gerry Davis. Il concetto di una specie che aveva sviluppato la cibernetica a livelli tali da sostituire quasi completamente le proprie parti organiche venne accettata e Pedler cominciò a scrivere una storia basata su di essa ma dopo qualche settimana ebbe seri problemi di salute e venne ricoverato in ospedale. Davis prese in mano la storia e ne continuò lo sviluppo, che venne terminato da entrambi, che vennero quindi indicati come co-autori.

Il cambio dell’attore che interpretava il Dottore era un momento cruciale e il modo di gestirlo venne discusso nello staff della produzione della serie. Alla fine, venne deciso di sfruttare il fatto che il Dottore era un alieno dandogli la possibilità di rinnovare in qualche modo il proprio corpo per ringiovanire. Il termine rigenerazione venne usato solo parecchi anni dopo, quando il Terzo Dottore si rigenerò nel Quarto, ma un elemento chiave della serie era stato inventato.

Il budget non permetteva di realizzare costumi particolarmente elaborati per i Cybermen ma il fatto che fosse evidente che si trattava di uomini contribuì a dar loro un’aria sinistra. Si tratta per certi versi di una versione tecnologica di mostri già esistenti come quello di Frankenstein, per non parlare di zombie e vampiri, che trasformano gli umani proprio come vogliono fare i Cybermen quando vengono sulla Terra.

I Cybermen rappresentano una scelta estrema di sostituire parti organiche ma anche di eliminare le proprie emozioni finendo per perdere la loro umanità. Per questo motivo, per loro il fine giustifica qualsiasi mezzo, compreso l’uso della violenza che non è dettato quindi da sadismo bensì da una valutazione molto fredda della sua necessità e dei benefici che ne possono derivare.

Da questo punto di vista, i Cybermen di “The Tenth Planet” sono rimasti ineguagliati perché nelle loro apparizioni successive le loro caratteristiche sono diventate per vari versi più confuse. Il concetto di fondo è rimasto immutato ma sono diventati più robotici e nonostante ciò a un certo punto sono diventati emotivi.

Ci fu un problema nel corso delle riprese di “The Tenth Planet” perché William Hartnell si ammalò e la sceneggiatura del terzo episodio dovette essere rapidamente adattata. Per fortuna, ciò contribuì almeno a mostrare l’improvvisa fragilità del Dottore. Nonostante queste modifiche dell’ultimo momento e il budget limitato, la storia secondo me riesce a funzionare, inaugurando anche il tipo di avventura basato su una base sotto assedio.

A causa dei limiti della produzione, la storia si svolge soprattutto nella base Snowcap perciò si vedono solo i Cybermen che sbarcano al polo sud ma ciò è sufficiente a creare senso di minaccia e tensione. Non tutto funziona, ad esempio la base è comandata da un generale che incarna lo stereotipo dell’americano che prima spara e poi fa domande, ma complessivamente secondo me funziona.

Patrick Troughton appare solo negli ultimi secondi di “The Tenth Planet” nella scena della rigenerazione. All’epoca era già un attore famoso e venne scelto per il difficile compito di rilanciare la serie facendo accettare al pubblico il cambio di Dottore. A William Hartnell rimarrà il merito di aver dato un contributo fondamentale nel portare “Doctor Who” ai suoi primi successi.

Il quarto episodio di “The Tenth Planet” è tra quelli mancanti ed è forse il più ricercato. Una ricostruzione che include fotografie e brevi spezzoni come quello della rigenerazione venne prodotta per l’edizione in videocassetta e, assieme a una nuova versione animata, è inclusa nell’edizione in DVD.

È difficile dare un giudizio obiettivo su un’avventura che non è una qualunque bensì rappresenta una pietra miliare per “Doctor Who”. Sicuramente “The Tenth Planet” ha qualche difetto ma il debutto dei Cybermen e soprattutto la prima rigenerazione ne fanno una storia fondamentale nella saga. L’edizione in DVD con extra che secondo me sono in generale buoni ne fanno un prodotto che credo non possa mancare nella collezione dei fan.

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