
Il racconto “Restare indietro” (“Staying Behind”) di Ken Liu è stato pubblicato per la prima volta nel 2011. In Italia è stato pubblicato da Mincione Edizioni in e-book nella collana “Future Fiction” all’interno dell’antologia “Mono no aware e altre storie” nella traduzione di Francesco Verso.
Dopo la Singolarità, una quantità crescente di persone sfrutta la possibilità di trasferire la propria mente in una macchina. Non tutti però accettano questa nuova tecnologia e una minoranza rimane aggrappata alla propria esistenza fisica, spesso per motivi religiosi. Tuttavia, la vita vecchio stile nel mondo sempre più sottopopolato diventa sempre più dura.
“Restare indietro” mostra un mondo post-Singolarità in cui viene sviluppata la tecnologia dell’upload permettendo a chiunque di trasferire la propria mente in un computer. La particolarità è che esso è raccontato in prima persona dal punto di vista di una persona appartenente alla minoranza che rifiuta quel tipo di tecnologia.
Per chi ha deciso di restare indietro, chi ha caricato la propria mente in un computer è semplicemente morto e ciò che esiste in un centro elaborazione dati è solo un simulacro. Il periodo di transizione è stato turbolento e chi continua a vivere in un mondo fisico sempre meno popolato deve affrontare progressive difficoltà dovute dovute a una disgregazione della società.
C’è una netta contrapposizione tra chi ha caricato la propria mente e chi è rimasto indietro tuttavia c’è una chiara tendenza delle persone fisiche a passare dall’altra parte della barricata. Il protagonista, che pensa che i morti cerchino di rubare i figli di chi è rimasto indietro, rimane sempre più isolato man mano che le persone attorno a lui scelgono di caricare la propria mente.
Sinceramente, non riesco a provare simpatia per il protagonista. L’upload non è la mia soluzione preferita in una prospettiva transumanista ma aggrapparsi a modi di vivere sempre più superati con motivazioni puramente fideistiche per me non ha alcun senso. Le argomentazioni addotte dal protagonista a favore della mortalità fisica mi spingerebbero all’upload immediato! Voglio dire, se è la nostra mortalità a renderci umani, francamente fanculo l’umanità! 😛
Per il modo in cui viene raccontato “Restare indietro”, sostanzialmente come uno scontro ideologico tra due filosofia di vita incompatibili tra loro, è arduo rimanere indifferenti. Tra le tante possibilità di sviluppi futuri, Ken Liu ha scelto di descrivere un mondo in cui la tecnologia porta a posizioni estreme. Ciò porta alla contrapposizione tra chi sceglie una vita potenzialmente illimitata libera dalle limitazioni fisiche e una di quasi luddismo.
Spero che il futuro ci riservi progressi dalle conseguenze meno burrascose ma “Restare indietro” fa vedere quanto possano essere diverse le reazioni della gente a tecnologie che portano grossi cambiamenti. È per questo che penso che valga la pena di leggere questo racconto, anche approfittando del fatto che l’antologia di cui fa parte è disponibile in un ebook su Amazon Italia e Amazon UK
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