I piani di Elon Musk per la colonizzazione di Marte

Elon Musk nel 2013
Elon Musk nel 2013

Elon Musk (foto ©Dan Taylor / Heisenberg Media), amministratore delegato di SpaceX e Tesla Motors, non ha mai nascosto le sue ambizioni di portare le sue navicelle spaziali su Marte. Recentemente, in particolare la presentazione della navicella Dragon V2, l’ha riportato alla ribalta con nuove dichiarazioni e interviste in cui parla un po’ dei suoi piani.

Nel passato, Elon Musk aveva dichiarato che aveva aperto SpaceX con lo scopo finale di sviluppare le tecnologie necessarie a portare la gente su Marte. Per lui non si tratta solo di una missione scientifica allo scopo di portare astronauti a studiare di persona il pianeta rosso bensì di fondarvi una colonia.

L’idea di Elon Musk è di cominciare con un piccolo avamposto che andrebbe espanso nel corso del tempo. Una vera colonia dovrebbe essere autosufficiente perciò i primi gruppi dovrebbe portare su Marte ciò che è necessario a costruire le infrastrutture che servono a ricavare quanti più materiali possibile direttamente sul posto. Essi verranno usati per edificare gli habitat, produrre il cibo e tutto ciò che può essere prodotto su Marte.

Secondo Elon Musk, l’avamposto su Marte dovrebbe essere espanso col tempo fino a diventare una colonia di 80.000 persone. Secondo lui, le tecnologie necessarie a iniziare questo progetto saranno disponibili entro il 2020. A quel punto, chi vorrà diventare un colono marziano potrà acquistare un biglietto per il pianeta rosso che potrebbe costare 500.000 dollari. Lo stesso Musk intende trasferirsi su Marte dopo essere andato in pensione.

Qualche tempo fa, Elon Musk ne aveva parlato anche alla Royal Aeronautical Society di Londra, dove aveva spiegato i suoi progetti di sviluppo di razzi riutilizzabili da usare per i lanci verso Marte. SpaceX sta portando avanti parecchi test di atterraggio controllato che serviranno a rendere il primo stadio del razzo vettore Falcon 9 ma anche la navicella spaziale Dragon V2 totalmente riutilizzabili. Ciò permetterà di ridurre notevolmente i costi dei lanci, aprendo una nuova era per i viaggi spaziali.

Certo, molti altri sviluppi tecnologici sono necessari per portare persone su Marte e soprattutto per permettere loro di costruire una colonia in grado di diventare autonoma entro pochi anni. I piani di Elon Musk sono certamente ambiziosi ma non è il solo a essere convinto della necessità di fondare una colonia su Marte. Ad esempio, l’organizzazione no-profit Mars One sta lavorando da tempo per selezionare i potenziali coloni.

Per Elon Musk, colonizzare Marte è anche un modo per assicurare la sopravvivenza della specie umana nel caso in cui una catastrofe colpisca la Terra. Quando il prossimo asteroide colpirà la Terra o il prossimo supervulcano esploderà, una colonia su Marte o comunque autonoma dalla Terra potrebbe essere la migliore assicurazione per la continuazione della specie umana.

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7 Comments


  1. Cool, ma andare su Marte così, a che fare?
    Se non c’é un concreto progetto di terraformazione che ci andiamo a fare, a soffrire il troppo caldo/troppo freddo?
    Mi sembra una di quelle cosa tanto irrealizzabili.
    Secondo me prima spedire macchine per terraformare, quindi decenni dopo colonizzare.

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    1. Salvo forti progressi tecnologici, il terraforming di Marte richiederebbe almeno dei secoli. È molto più semplice, relativamente eh, costruire habitat e serre pressurizzate.

      L’idea di Elon Musk, almeno a breve termine, non è di riempire Marte di persone. Se poi sarà possibile terraformarlo in tempi un po’ meno lunghi tanto meglio.

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      1. l’ultima volte che ho letto qualcosa a riguardo in effetti dicevano 50 anni per terraformare, cosa del tutto da dimostrare, tra l’altro.
        Comunque tutto il progetto era fatto da robot, senza presenza umana

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        1. Con tecnologie del futuro prossimo secondo me 50 anni sono un tempo decisamente troppo breve per una terraformazione.

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  2. Terraformare Marte richiederebbe molto più di 50 anni, il progetto è di costruire serre pressurizzate. Ci sono progetti simili anche per la Luna, che però andrebbero fatti sotto terra per proteggere gli astronauti dalle radiazioni.
    Comunque io, ogni volta che sento parlare di basi su altri pianeti mi brillano gli occhi 🙂

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