Hewlett-Packard presenta The Machine, il computer del futuro

Porzione di un chip nanofotonico al silicio. In blu le guide d'onda ottiche. In giallo i collegamenti elettrici in rame (Immagine cortesia International Business Machines Corporation. Tutti i diritti riservati)
Porzione di un chip nanofotonico al silicio. In blu le guide d’onda ottiche. In giallo i collegamenti elettrici in rame (Immagine cortesia International Business Machines Corporation. Tutti i diritti riservati)

A Las Vegas l’amministratore delegato di Hewlett-Packard Meg Whitman ha presentato assieme al CTO dell’azienda Martin Fink una nuova architettura per computer che intende rivoluzionare il settore. The Machine, com’è chiamato per ora il nuovo computer di HP, utilizza hardware di tipo molto diverso da quello attuale come ad esempio la fotonica al posto del rame e memristori al posto delle attuali memorie RAM e di massa.

HP ha cominciato a lavorare a The Machine due anni fa, quando Martin Fink è diventato CTO dell’azienda e tra i suoi compiti c’è la direzione di HP Labs, la sezione di HP dedicata alla ricerca e sviluppo di nuove tecnologie. Ha esaminato le ricerche effettuate e si è reso conto che era il momento di metterle assieme per creare un nuovo tipo di computer.

The Machine utilizza una serie di processori specializzati al posto di un’unica CPU. È una scelta in controtendenza rispetto agli ultimi decenni dato che nel corso del tempo sempre più funzioni sono state integrate in un unico processore, dal coprocessore matematico alle recenti APU che integrano anche il chip grafico.

I vari processori possono comunicare tramite la fotonica, che utilizza impulsi luminosi al posto di quelli elettrici per le comunicazioni. Si tratta di un tipo di tecnologia sviluppata da parecchi anni anche da IBM, che sta cercando di produrre chip nanofotonici adattando tecnologie produttive già esistenti.

La memoria di The Machine è composta da memristori, un tipo di memoria non volatile ma veloce quanto la RAM. L’enorme lentezza degli hard disk, e anche dei nuovi dischi SSD, rispetto alla RAM è stata sempre un problema, i memristori potrebbero finalmente risolvere questo problema. Nei nuovi computer ci potrebbe essere un solo tipo di memoria di questo nuovo tipo.

Queste nuove tecnologie potrebbero assicurare una potenza di calcolo molto maggiore di quelle dei computer attuali. Un ulteriore vantaggio è dato dal fatto che essere richiedono una quantità di elettricità molto inferiore rispetto a processori e memorie usate oggi. Un data center del futuro potrebbe essere composto da un unico computer di dimensioni molto ridotte rispetto ai mainframe e ai supercomputer attuali.

The Machine avrà bisogno di un sistema operativo adeguato. HP vuole partire da Linux per adattarlo al nuovo hardware. I progetti di Martin Fink vanno lontano e Meg Whitman gli ha assegnato molte risorse di HP Labs. L’idea di Fink è di estendere l’uso delle nuove tecnologie a tutti i tipi di computer e ciò vuol dire che prima o poi verranno prodotti dispositivi mobili che le implementano. Per questo motivo Fink ha dichiarato che HP sta già progettando una versione di Android che giri sul nuovo hardware.

Quando si parla di tecnologie così nuove la domanda principale riguarda i tempi di implementazione in sistemi in commercio. Secondo HP i primi sistemi verranno messi in commercio nel 2018. Se l’azienda riuscirà a sviluppare queste tecnologie, nel prossimo decennio potremmo avere PC e dispositivi mobili enormemente più potenti e veloci di quelli attuali.



3 Comments


  1. Grazie dell’ottimo lavoro lo userò per attività didattica

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