I pirati e l’astronave di Mike Resnick

I pirati e l’astronave di Mike Resnick
I pirati e l’astronave di Mike Resnick

Il romanzo “I pirati e l’astronave” (“Starship: Pirate”) di Mike Resnick è stato pubblicato per la prima volta nel 2006. È il secondo romanzo della serie “Starship” e segue “Gli ammutinati dell’astronave“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1591 del febbraio 2013 della collana “Urania” nella traduzione di Stefano Rosignoli.

L’equipaggio dell’ex astronave della Repubblica Theodore Roosevelt ha deciso di ribellarsi e, comandato dal capitano Wilson Cole, ha deciso di darsi alla pirateria. La loro lotta però è contro i vertici militari, da loro giudicati incompetenti, non contro la popolazione innocente. Di conseguenza, devono decidere che tipo di obiettivi vogliono attaccare.

La vita da pirati è difficile perché ogni scontro armato è pericoloso e anche nel migliore dei casi dar da mangiare all’equipaggio e la manutenzione dell’astronave hanno i loro costi. Wilson Cole e i suoi devono imparare molto presto come affrontare la loro vita da pirati destreggiandosi tra organizzazioni criminali e ricettatori privi di scrupoli con la consapevolezza di essere tra i più ricercati della Repubblica.

In “I pirati e l’astronave” continuano le avventure dell’equipaggio dell’astronave Theodore Roosevelt, o Teddy R. per semplicità, inserite nella storia futura raccontata da Mike Resnick nella maggior parte delle sue storie. La serie “Starship” è una space opera in vecchio stile, molto avventurosa o comunque in cui gli eventi sono l’elemento più importante.

A differenza della space opera nel nuovo stile tipica degli ultimi anni, quella di Mike Resnick è basata su trame semplici e lineari. Non si tratta di una fantascienza “hard” perché le varie tecnologie del futuro sono date per scontate e non spiegate. I personaggi sono importanti, almeno i protagonisti, ma non vengono particolarmente sviluppati anche se rispetto al primo romanzo c’è un po’ di profondità.

Ne “Gli ammutinati dell’astronave”, Wilson Cole sembra un genio militare sempre vari passi avanti rispetto a colleghi e nemici. Ne “I pirati e l’astronave” deve invece adattarsi ad una situazione per lui totalmente nuova perciò non è più il supereroe del romanzo precedente bensì un uomo che si trova a dover trovare il modo giusto per fare il pirata.

Tutto il romanzo racconta gli sforzi di Wilson Cole e dell’equipaggio della Teddy R. nell’adattarsi ad un tipo di vita molto diversa da quella militare e a loro sconosciuta. Tutti conoscono qualche avventura di pirati ma si tratta di narrativa, ben diversa dalla vera vita dei pirati mentre ne “I pirati e l’astronave” cerca di essere abbastanza realistico per quanto possa esserlo un romanzo di questo tipo.

Tutti i membri dell’equipaggio della Teddy R. sono abituati a combattere con la consapevolezza di rischiare la vita perché hanno servito nella Marina della Repubblica. Il vero problema per loro è decidere quali obiettivi attaccare e come vendere il bottino in maniera redditizia.

L’astronave Theodore Roosevelt è vecchia ma è una nave da guerra e tra le stelle della frontiera ha ben più potenza di fuoco della maggior parte dei possibili nemici. Wilson Cole e il suo equipaggio non vogliono però derubare persone che ritengono innocenti perciò decidono di colpire altri pirati che non hanno quegli scrupoli. Vendere il bottino ottenuto non è però così facile.

“I pirati e l’astronave” racconta i vari passi fatti da Wilson Cole per imparare a fare il pirata pur mantenendo un certo codice etico e costruirsi una rete di contatti che lo aiutino a rendere redditizia quell’attività. Per questo motivo, il ritmo è un po’ più lento rispetto a “Gli ammutinati dell’astronave” perché ci sono molte discussioni tra Cole e i suoi ufficiali superiori e con i suoi nuovi contatti ma secondo me questi elementi lo rendono un romanzo un po’ migliore del precedente.

Certo, non si tratta mai di approfondite discussioni filosofiche perché si tratta pur sempre di un romanzo fondamentalmente avventuroso con abbondanza di azione. Mike Resnick aggiunge però qualcosa agli elementi di base della trama come ad esempio un ricettatore appassionato di una letteratura che in quell’epoca futura sarà ormai antica e si fa chiamare David Copperfield.

Complessivamente, “I pirati e l’astronave” conferma che la serie “Starship” è una space opera buona per qualche ora di svago senza tanti pensieri.



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