Gli ammutinati dell’astronave di Mike Resnick

Gli ammutinati dell'astronave di Mike Resnick
Gli ammutinati dell'astronave di Mike Resnick

Il romanzo “Gli ammutinati dell’astronave” (“Starship: Mutiny”) di Mike Resnick è stato pubblicato per la prima volta nel 2005. È il primo romanzo della serie “Starship”. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1579 del febbraio 2012 della collana “Urania”.

Wilson Cole è stato assegnato al ruolo di secondo ufficiale dell’astronave della Repubblica Theodore Roosevelt. Cole ha ricevuto varie decorazioni nel corso della sua carriera perché ha ottenuto straordinari risultati nel corso di vari scontri con le forze nemiche della Federazione Teroni. Allo stesso tempo però tende a disinteressarsi dei regolamenti e soprattutto degli ordini ricevuti quando li ritiene inadeguati alla situazione.

La Theodore Roosevelt è una vecchia astronave che sarebbe già stata smantellata da anni se le esigenze della guerra non la rendessero ancora necessaria. L’equipaggio è formato da reietti che hanno commesso gravi violazioni al regolamento. Quando però deve affrontare il nemico, Wilson Cole non si tira indietro e agisce ancora a modo suo.

La maggior parte delle storie scritte da Mike Resnisk fanno parte di un’unica storia futura che abbraccia molti secoli. All’interno di questa storia, Resnick ha scritto alcune serie e altre storie che possono essere lette in maniera autonoma.

La serie “Starship” è ambientata in un periodo in cui la Repubblica è in guerra con la Federazione Teroni. La Repubblica comprende la specie umana ma anche varie specie aliene e anche la Federazione Teroni è una coalizione composta da varie specie.

“Gli ammutinati dell’astronave” è stato etichettato come fantascienza militare ma c’è ben poco combattimento nel corso del romanzo. L’astronave Theodore Roosevelt è troppo vecchia per partecipare a normali azioni di guerra perciò viene utilizzata per fare da guardia ai pianeti della Repubblica. È una situazione in cui in teoria non dovrebbe venire a contatto con il nemico, infatti il problema maggiore per l’equipaggio è la noia.

Curiosamente, non appena Wilson Cole entra in servizio sulla Theodore Roosevelt cominciano i guai. Nonostante il romanzo sia breve per gli standard odierni, vengono raccontate due diverse avventure dell’equipaggio che si trova ad affrontare il nemico e le strategie tutt’altro che ortodosse usate da Cole per sconfiggerlo o almeno per limitare i danni.

Wilson Cole utilizza tutti i mezzi a sua disposizione per ottenere risultati, incluso il coinvolgimento degli abitanti di un pianeta e della stampa locale. Cole valuta rapidamente le situazioni in cui si trova e improvvisa una strategia per contrastare il nemico.



Mike Resnick non ci dice molto delle tecnologie utilizzate perciò se cercate un romanzo del genere fantascienza “hard” “Gli ammutinati dell’astronave” non fa per voi. Sappiamo che in quell’universo narrativo le astronavi possono compiere viaggi interstellari in tempi brevi e hanno comunicazioni interstellari efficienti ma non sappiamo come funzionano.

Quando Wilson Cole deduce che un’astronave nemica è arrivata su un pianeta della Repubblica per rubare l’energia dai suoi vulcani perché viene da un pianeta che è a corto di energia, dobbiamo semplicemente fidarci. D’altra parte, Cole sembra davvero intelligente e le sue deduzioni risultano sempre corrette, a differenza di quelle degli altri ufficiali della Theodore Roosevelt e dei nemici che sembrano avere anch’essi scarse capacità strategiche.

Nonostante la sua intelligenza, Wilson Cole si sorprende sempre quando i generali e ammiragli della Repubblica lo puniscono per aver violato i regolamenti. Cole li considera incompetenti ma non prova neppure a lavorare all’interno dei regolamenti: semplicemente, per lui il fine giustifica i mezzi.

Wilson Cole è un personaggio un po’ monodimensionale, anche se nei suoi limiti viene discretamente sviluppato. Il romanzo è troppo breve per poter davvero dare profondità ai vari personaggi ma almeno alcuni tra quelli principali hanno un discreto sviluppo.

Mike Resnick è uno scrittore di grande esperienza, che ha scritto di molto meglio, e riesce a coprire i difetti de “Gli ammutinati dell’astronave” anche alcune idee non convenzionali e con il ritmo elevato. È un romanzo che si legge davvero rapidamente essendo focalizzato sugli elementi di base della storia con una trama molto lineare. Se però dopo averlo finito ci si riflette sopra si capisce quali sono i problemi della trama, a meno che non ci abbiate già pensato mentre lo stavate leggendo.

In sostanza, “Gli ammutinati dell’astronave” è una space opera leggera buona per passare qualche ora senza troppi pensieri ma nulla più.

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