The Algebraist di Iain M. Banks

The Algebraist di Iain M. Banks
The Algebraist di Iain M. Banks

Il romanzo “The Algebraist” di Iain M. Banks è stato pubblicato per la prima volta nel 2004. È al momento inedito in Italia.

Fassin Taak è uno studioso che lavora nel sistema della stella Ulubis, che è stato tagliato fuori dal resto della Mercatoria, una meta-civiltà diffusa in gran parte della Via Lattea, dopo che il wormhole che collegava il sistema di Ulubis alle altre stelle è stato distrutto.

Il lavoro di Fassin Taak consiste nello studiare la cultura degli abitanti di Nasqueron, un pianeta di tipo gigante gassoso del sistema di Ulubis. Questi esseri fanno parte di una civiltà antichissima che abita i pianeti giganti gassosi e si dice che nascondano molti segreti. Taak viene coscritto in un’organizzazione che è in parte servizio di intelligence militare e in parte ordine religioso per scoprire uno di questi segreti, forse l’unica speranza salvare gli abitanti del sistema di Ulubis dall’invasione di una flotta interstellare.

La maggior parte dei romanzi di fantascienza scritti da Ian M. Banks fa parte della serie della Cultura, “The Algebraist” è invece ambientato in un altro universo narrativo. Circa 2.000 anni nel futuro, l’umanità è sparsa nella galassia assieme a molte altre specie senzienti. Non sono invece incluse le intelligenze artificiali perché erano state eliminate quasi tutte alcuni millenni prima in una guerra e a quelle le superstiti viene data la caccia senza pietà.

Gli alieni più importanti sono una specie che vive nei pianeti giganti gassosi e non a caso la copertina dell’edizione britannica del romanzo è basata su una fotografia di Giove e del suo satellite Io scattata dalla sonda spaziale Cassini. La civiltà di questi alieni è antichissima e rimane indipendente da comunità come la Mercatoria. Essi vivono il tempo in maniera più lenta rispetto a specie come quella umana e generalmente non si occupano di ciò che accade alle specie che vivono il tempo in maniera più rapida. Al contrario, essi attirano studiosi come il protagonista Fassin Taak, che cercano di raccogliere informazioni sulla loro cultura affrontando varie difficoltà.

Questi alieni sono l’idea migliore in “The Algebraist” perché sono davvero diversi dagli esseri umani. Fisicamente, assomigliano a giganteschi yo-yo dotati di varie appendici ma anche mentalmente sono davvero alieni. La loro società è per alcuni versi una versione aliena della Cultura di Iain M. Banks: è quasi anarchica e individualmente hanno un modo di pensare spesso difficile da comprendere per gli esseri umani, che quindi fanno fatica a studiarli.

Questi alieni accolgono alcuni studiosi tra di loro, con criteri apparentemente arbitrari, ma nascondono vari segreti. Alcune specie hanno tentato di prenderli con la forza ma hanno imparato a loro spese che possono apparire poco seri ma sono ben capaci di combattere continuando a farlo anche per migliaia di anni senza alcun problema.

Iain M. Banks ci offre moltissimi elementi su questi alieni e l’enorme quantità di particolari è allo stesso tempo uno dei punti di forza e una debolezza di “The Algebraist”. Questo romanzo è davvero complesso perché racconta una storia articolata con varie sottotrame, molti personaggi e perfino il linguaggio è complicato, usando spesso frasi lunghe.

La storia inizia poco prima dell’inizio di una guerra in cui una flotta interstellare cerca di invadere il sistema di Ulubis. Fassin Taak è incaricato di scoprire uno dei segreti degli abitanti dei giganti gassosi per salvare il suo pianeta, le cui difese non sono in grado di respingere l’attacco.

Il romanzo è sviluppato in varie sottotrame che raccontano il tentativo di Fassin Taak di compiere la sua missione, l’invasione del sistema di Ulubis ma anche altre secondarie legate al passato di alcuni personaggi. Iain M. Banks racconta varie vicende di alcuni protagonisti che però a volte sono superflue e appesantiscono ulteriormente la narrazione.

La trama, oltre a essere frammentata, è resa complessa anche dal fatto che i personaggi devono destreggiarsi tra parecchi intrighi e misteri. Iain M. Banks rivela molto lentamente i dettagli importanti per capire qualcosa di più di ognuno di essi. Per questo motivo, “The Algebraist” riserva parecchie sorprese e colpi di scena.

La quantità di dettagli sui personaggi e sulle società dell’universo narrativo in cui è ambientato “The Algebraist” è veramente incredibile e ogni scusa sembra buona per ulteriori spiegazioni e digressioni. Tutto ciò è condito con parecchi momenti di umorismo, spesso nero. Questa sorta di guida galattica ai giganti gassosi diventa perciò al tempo stesso stimolante ma anche pesante da leggere.

Iain M. Banks aveva dichiarato che potrebbe scrivere una trilogia ma per il momento “The Algebraist” sarebbe rimasto un romanzo unico. L’autore avrebbe potuto facilmente tagliare un centinaio di pagine di dettagli assortiti da inserire nei romanzi successivi, purtroppo ha deciso di inserirli tutti in questo e almeno per ora non ci sono seguiti.

Usando un concetto estremo, potrei dire che “The Algebraist” è un libro straordinario ma un romanzo mediocre. Ciò perché è estremamente ricco ma proprio per questo è molto frammentato per cui alcuni elementi e alcuni personaggi finiscono per essere sepolti da questa valanga di dettagli. Ad esempio, l’Archimandrita Luseferous poteva essere un cattivo memorabile ma dopo essere stato presentato all’inizio del romanzo viene dimenticato fino alla seconda parte.

I fan di Ian M. Banks, ormai abituati alla complessità dei suoi romanzi, sicuramente apprezzeranno “The Algebraist”. Se non conoscete molto quest’autore, sappiate che leggere questo romanzo richiede un notevole sforzo e capisco che non tutti siano interessati anche se secondo me ne vale la pena.

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