
“Destiny of the Daleks” è la prima avventura della diciassettesima stagione della serie classica di “Doctor Who” trasmessa nel 1979. Segue “The Armageddon Factor” ed è composta da quattro parti, scritta da Terry Nation e diretta da Ken Grieve.
La storia
Mentre il Quarto Dottore (Tom Baker) sta riparando K-9, Romana si rigenera e, dopo aver provato diversi aspetti che comportano complete trasformazioni fisiche, assume quello definitivo di Romana II (Lalla Ward). Il Tardis atterra su un pianeta che ha un elevato livello di radioattività che al Dottore sembra familiare. Nella zona avvengono varie esplosioni sotterranee che provocano un crollo di rocce che seppelliscono il Tardis.
Il Dottore, intrappolato in seguito ad un’altra esplosione, viene soccorso da un gruppo di androidi mentre Romana è tornata al Tardis per prendere K-9. Sulla strada, viene però catturata dai Dalek mentre il Dottore scopre che il pianeta su cui è arrivato è Skaro.
Extra
Questo DVD contiene una buona quantità di extra. Sono presenti contenuti tipici come i sottotitoli della produzione, un promo dei DVD di “Doctor Who” pubblicati prossimamente, i Radio Time Billings e una galleria di immagini tratte da quest’avventura.
Sono presenti nella traccia audio alternativa commenti all’avventura da parte della protagonista Lalla Ward, dell’attore David Gooderson e del regista Ken Grieve.
Terror Nation. Un documentario di circa 27 minuti sul creatore dei Dalek Terry Nation e il suo lavoro in “Doctor Who”.
Directing Who: Ken Grieve. Il regista Ken Grieve ricorda la sua esperienza nella direzione di quest’avventura.
CGI Effects. L’opzione per guardare quest’avventura con alcune sequenze contenenti nuovi effetti speciali in CGI. Apportano alcuni miglioramenti visivi ma non influenzano la storia in maniera significativa.
Trails and Continuity. Alcuni annunci dell’epoca della BBC.
Prime Computer Adverts. Una pubblicità australiana con il Dottore e Romana.
C’è anche un “uovo di Pasqua” ma è irrilevante.
Graham Williams era diventato produttore di “Doctor Who” nel 1976 e aveva deciso di aspettare prima di creare una nuova avventura con i Dalek perché pensava che averli troppo spesso non fosse una buona cosa per la serie. Nel 1978, Williams decise che era arrivato il momento giusto per una nuova avventura con i Dalek e il loro creatore Terry Nation scrisse la sceneggiatura che divenne “Destiny of the Daleks” avendo fin dall’inizio l’idea di ripresentare Davros, il personaggio che aveva inventato per “Genesis of the Daleks“.
Lo script editor Douglas Adams aggiunse alcune parti e revisionò profondamente la sceneggiatura. All’inizio di “Destiny of the Daleks” era necessario presentare Romana II dato che Lalla Ward era stata scelta per sostituire Mary Tamm nel ruolo della Time Lady. Adams scrisse la scena della rigenerazione di Romana come una parodia di quella del Quarto Dottore: Tom Baker provò vari vestiti mentre Romana prova addirittura diversi corpi. Per questo motivo, questa scena è diventata fonte di controversia riguardo ai limiti delle rigenerazioni ma non va presa seriamente.
Douglas Adams aggiunse il suo umorismo in maniera abbondante in “Destiny of the Daleks” ma forse non era adatto ad una storia con i Dalek perché per una volta il risultato non è proprio straordinario e quest’avventura finisce per diventare quasi una parodia delle storie con i Dalek. Nel primo episodio, dopo la scena della rigenerazione, c’è tensione ma successivamente secondo me non ci sono elementi sufficientemente drammatici per mantenerla.
“Genesis of the Daleks” è un’avventura davvero solida anche per la sua forza drammatica e tra i momenti più importanti c’è lo scontro intellettuale tra il Dottore e Davros. Michael Wisher, che aveva interpretato il creatore dei Dalek in quell’avventura, era impegnato in altri lavori perciò in “Destiny of the Daleks” fu David Gooderson a interpretarlo.
C’è chi critica Gooderson ma secondo me lui fa un buon lavoro in “Destiny of the Daleks” con il materiale a sua disposizione. Il vero problema è che è la sceneggiatura a essere più debole di quella di “Genesis of the Daleks” e Davros non ha la stessa forza drammatica, anche perché la guerra contro i Movellan è meno interessante di quella contro i Thal.
I Movellan sono una buona idea ma potevano essere gestiti meglio. La loro guerra contro i Dalek è poco più che un’astrazione visto che in “Destiny of the Daleks” si parla tanto dello stallo che si è creato tra di loro ma nel corso di quest’avventura quasi non si vedono scontri diretti.
L’idea che Movellan e Dalek riescano a prevedere le mosse nemiche porta purtroppo ad affermare che i Dalek sono diventati robot, alterando quindi la loro natura in maniera molto pesante senza spiegare come ciò fosse successo. Non è un caso che quest’idea venne poi sostanzialmente dimenticata e nelle successive avventure con i Dalek essi tornarono ad essere creature viventi chiuse in una specie di piccolo carro armato.
Un problema riguardante i Movellan è che il Dottore, per spiegare il loro stallo con i Dalek, usa l’esempio della morra cinese (o carta-forbice-sasso) ma questo è proprio un gioco in cui utilizzare una strategia non casuale è dannoso. In particolare, il fatto che due Movellan scelgano la stessa “mano” quando provano questo gioco dopo che il Dottore glielo spiega mostra solo i loro limiti in un gioco di quel tipo.
Alla fine, secondo me “Destiny of the Daleks” è un’avventura con alti e bassi complessivamente discreta che ha una certa importanza in “Doctor Who” per l’introduzione di Romana II e il ritorno di Davros. Il tipo di extra presenti sul DVD lo rende più che mai un prodotto adatto per i fan della serie.

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