Mondi invisibili di James Blish

Mondi invisibili di James Blish
Mondi invisibili di James Blish

Il romanzo “Mondi invisibili” (“Jack of Eagles”) di James Blish è stato pubblicato per la prima volta nel 1952. In Italia è stato pubblicato dalla Casa Editrice La Tribuna con il titolo “L’asso di coppe” nel n. 8 della collana “Galassia” e da Mondadori con il titolo “Mondi Invisibili” nel n. 47 della collana “Urania” e nel n. 139 della collana “Classici Urania”.

Danny Caiden è un giornalista che ha sempre avuto il dono particolare di riuscire a dire alle persone che avevano smarrito un oggetto dove questo fosse finito. Un giorno pubblica un articolo piuttosto scottante sulle speculazioni di un’azienda ma non essendo in grado di fornire le prove delle sue affermazioni viene licenziato.

Avendo tutto il tempo che vuole, Danny comincia a esplorare le sue capacità di previsione e si rende conto di avere eccezionali poteri mentali. A causa delle sue previsioni però comincia ad essere cercato dall’FBI, dalla criminalità organizzata e da altre persone che vogliono sfruttarlo ma soprattutto da un gruppo di persone dotate di facoltà psichiche il cui unico interesse è un potere ben più materiale.

James Blish aveva cominciato la sua carriera di scrittore all’inizio degli anni ’40 ma solo negli anni ’50 aveva cominciato a scrivere anche romanzi. “Mondi invisibili” è uno dei suoi primi tentativi con la narrativa lunga e mostra elementi tipici dell’autore.

Nelle storie di James Blish infatti i personaggi vengono posti di fronte a situazioni nuove che li portano a mettere in dubbio la completezza delle loro conoscenze dell’universo. L’esplorazione di nuovi elementi e delle loro conseguenze porta all’espansione delle conoscenze in maniera anche imprevista.

In “Mondi invisibili” il protagonista Danny Caiden ha un particolare potenziale mentale ma solo ad un certo punto della sua vita adulta comincia a chiedersi quale sia la sua origine e se sia possibile svilupparlo. A quel punto comincia a cercare informazioni sull’argomento e assieme ad un ricercatore comincia a fare esperimenti che lo portano a sviluppare diverse facoltà psichiche.

Messa così potrebbe sembrare la trama di una storia di A.E. van Vogt ma James Blish la sviluppa in maniera molto più rigorosa. Ci sono colpi di scena ma non portano caos nella storia come succede a volte nelle storie di van Vogt. Blish riesce infatti a dare un’idea di razionalità nella ricerca del protagonista per cui ogni passo in avanti che compie sembra sensato. Da questo punto di vista Blish è molto più vicino ad Isaac Asimov e ad Arthur C. Clarke, con i quali condivide un background scientifico visto che all’università aveva studiato biologia.



Nonostante la massiccia presenza di speculazioni pseudo-scientifiche, “Mondi invisibili” è anche un romanzo d’azione e considerando che è lungo meno di duecento pagine il ritmo che ne viene fuori è molto rapido. James Blish è bravo nell’inserire la speculazione in mezzo all’azione senza spezzarne il ritmo intrecciando i due elementi in modo tale che è impossibile separarli.

A causa dello sviluppo dei suoi poteri, Danny Caiden finisce nei guai perché molte persone lo cercano per conoscere la fonte delle sue previsioni e alcuni hanno nei suoi confronti intenzioni non molto buone. I brani del romanzo in cui Danny deve fronteggiare queste persone sono un po’ sopra le righe e hanno un tono quasi da commedia in contrasto con il resto del romanzo, che tende ad essere sempre più drammatico man mano che la storia si sviluppa. Secondo me il risultato è un po’ inconsistente: in particolare ho trovato i momenti leggeri non abbastanza brillanti per avere un buon equilibrio tra dramma e commedia e la storia d’amore sinceramente è di una superficialità assoluta.

Complessivamente “Mondi invisibili” è un buon romanzo ma inevitabilmente è per molti versi datato a causa del fatto che l’argomento è stato trattato in tutte le maniere possibili. Rimane una lettura interessante soprattutto per chi è appassionato di storie di questo tipo e per chi vuole conoscere meglio le opere di James Blish.

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