James Blish nacque 90 anni fa

James Benjamin Blish nacque il 23 maggio 1921 a East Orange, New Jersey, negli USA.

James Blish studiò biologia alla Rutgers e alla Columbia University. Nel corso della II Guerra Mondiale prestò servizio come tecnico di laboratorio medico nell’esercito americano.

La carriera di scrittore di James Blish si sviluppò lentamente, cominciando con alcuni racconti pubblicati a partire dal 1940 per poi scrivere romanzi e antologie solo negli anni ’50. Per vari anni Blish lavorò nell’industria farmaceutica per poi diventare uno scrittore a tempo pieno negli anni ’60.

James Blish deve la sua fama principalmente al ciclo delle Città Volanti, composto da quattro romanzi scritti tra gli anni ’50 e ’60. Questa saga inizia con l’invenzione di una medicina anti-invecchiamento e soprattutto di una tecnologia anti-gravitazionale particolarmente efficiente su oggetti di grandi dimensioni. In questo modo intere città possono lasciare la Terra per viaggi nello spazio che durano moltissimo tempo ma gli abitanti possono affrontarli perché rimangono giovani.

Ci sono alcune tecnologie che James Blish utilizzò in parecchie sue storie che per altri versi non sono collegate: la radio Dirac, che permette le comunicazioni a velocità maggiore della luce, e il motore Haertel, il primo sistema di propulsione ultraluce.

Nel corso degli anni James Blish scrisse parecchie storie che riguardano l’esplorazione spaziale e la colonizzazione umana di altri pianeti. Tra queste sono particolarmente celebri quelle raccolte nel volume “Il seme tra le stelle” (“The Seedling Stars”), in cui gli esseri umani modificano se stessi per vivere in vari ambienti alieni.

James Blish scrisse vari romanzi di fantascienza ma anche fantasy e horror che affrontano il problema del prezzo della conoscenza e spesso includono tematiche teologiche. Il più celebre è “Guerra al grande nulla” (“A Case of Conscience”), che nel 1959 vinse il premio Hugo come miglior romanzo dell’anno.

James Blish scrisse anche una serie di raccolte e romanzi legati alla serie televisiva “Star Trek”: alcuni sono adattamenti di episodi del telefilm, altri invece basati su soggetti originali.

Nel 1968 James Blish si trasferì a Oxford, in Inghilterra, dove lavorò fino alla sua morte, avvenuta nel 1975 per un cancro al polmone.

Nel corso della sua vita James Blish ha contribuito al mondo della fantascienza non solo con le sue opere ma anche con il suo lavoro come critico – scrisse recensioni con lo pseudonimo di William Atheling Jr. – e come parte dei fondatori dell’associazione Science Fiction Writers of America (SFWA). Dopo la sua morte è stato creato un premio per la critica a suo nome.

Anche a causa della sua morte prematura James Blish non è stato un autore molto prolifico eppure è riuscito a trattare argomenti molto diversi. Era uno degli autori più intellettuali del mondo della fantascienza: aveva una laurea in biologia ma si interessava anche di letteratura e poesia. È per questo motivo che ha scritto storie di viaggi spaziali in cui si parla di tecnologie e concetti scientifici – a lui è attribuita l’invenzione dell’espressione “gigante gassoso” – ma anche storie molto più filosofiche. Non sapremo mai quali e quante altre grandi storie avrebbe potuto regalarci.


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