
Grazie ad una collaborazione tra Google e il Museo d’Israele i primi tra i Manoscritti del Mar Morto sono stati messi on line in una sezione del sito del museo creata appositamente. Inizialmente cinque manoscritti sono stati messi on line ma la digitalizzazione di altri è in corso e il progetto prevede di mettere on line quasi tutti quelli in possesso del museo entro il 2016.
Le versioni on line dei manoscritti ad altissima risoluzione possono essere viste da chiunque, con la possibilità di ingrandire i dettagli o avere una visione d’insieme, tradurli in inglese – i manoscritti sono in ebraico e aramaico – e avere l’accesso a materiale supplementare.
Questi manoscritti costituiscono un totale di 972 testi scoperti tra il 1947 e il 1956 vicino al Mar Morto, in particolare nella zona di Qumran. In parte si tratta di testi della Bibbia ebraica e in parte di testi attribuiti alla setta ebraica degli Esseni, anche se nel corso degli anni vari studiosi hanno elaborato teorie diverse sulla loro origine.
Le analisi dello stile dei manoscritti hanno portato ad una datazione che va tra il 250 a.C. e il 70 d.C., tuttavia una datazione effettuata tramite il metodo della spettrometria di massa e del radiocarbonio ha portato ad una datazione che arriva fino al quarto secolo a.C. con alcuni rotoli che sono stati testati più di una volta.
I Manoscritti del Mar Morto sono stati al centro di varie controversie dopo la loro scoperta. Fino al 1966 la maggior parte era custodita dal Museo Rockfeller a Gerusalemme ma dopo la Guerra dei Sei Giorni Israele se ne impadronì e li affidò al Museo d’Israele. Da allora la Giordania ne ha richiesto più volte la restituzione.
Le polemiche più accese hanno però riguardato l’accesso ai manoscritti. Ovviamente è impossibile permettere a chiunque di accedere in qualsiasi momento a rotoli così antichi. Nel corso degli anni tuttavia ci sono state molte proteste riguardanti le restrizioni all’accesso ai manoscritti, ritenute da molti eccessive.
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Qualcuno ha accusato il Vaticano di fare pressione per mantenere sotto silenzio la conoscenza dei Manoscritti del Mar Morto. Il motivo sarebbe che i rotoli che riguardano gli Esseni mostrano come alcuni elementi del Cristianesimo fossero presenti prima della nascita di questa religione, suggerendo anche che Gesù potesse appartenere a questa setta.
Sulle possibili interferenze del Vaticano le opinioni sono molto divergenti. In casi del genere è quasi inevitabile che si formino opinioni personali tutt’altro che imparziali e può essere difficile capire dove finisca la verità e dove comincino le paranoie.
Ora finalmente questo tipo di polemica potrà essere eliminato e chiunque potrà leggere i Manoscritti del Mar Morto. Chi conosce ebraico e aramaico potrà verificare personalmente la validità delle traduzioni fornite ed eventualmente darne una alternativa.
Comunque la si pensi, i Manoscritti del Mar Morto rappresentano un tesoro perché ci forniscono elementi che non conoscevamo sulla storia di un periodo caotico della Palestina. Magari ci sono ancora rotoli nascosti in quella zona vicina al Mar Morto che un giorno verranno trovati e ci riveleranno ancora di più.

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