
“The Stones of Blood” è la terza avventura della sedicesima stagione, conosciuta con il titolo globale “The Key to Time”, trasmessa nel 1978. Segue “The Pirate Planet” ed è un’avventura composta da quattro parti scritta da David Fisher e diretta da Darrol Blake.
La storia
Il Quarto Dottore (Tom Baker) e Romana (Mary Tamm) localizzano il terzo segmento della Chiave del Tempo sulla Terra, vicino ad un circolo megalitico che due archeologhe locali stanno studiando. Mentre tentano di identificare il segmento si trovano ad avere a che fare con alcuni fenomeni apparentemente soprannaturali.
Il Dottore deve indagare su un culto druidico e megaliti che si muovono da soli e si nutrono di sangue e sia lui che K-9 rischiano la vita. Romana pensa che il Dottore voglia ucciderla, qual è la verità?
Extra
Nota. L’avventura “The Stones of Blood” è stata pubblicata in DVD singolo o in un cofanetto che include l’intera stagione “The Key to Time” in diverse edizioni. Questa recensione fa riferimento all’edizione pubblicata in cofanetto nel 2009.
Questo DVD contiene una buona quantità di extra. Sono presenti contenuti tipici come gli annunci della BBC relativi a quest’avventura, un file in formato PDF con i Radio Times Billings, i sottotitoli della produzione, una galleria di immagini tratte da quest’avventura e gli annunci dei DVD pubblicati prossimamente.
Sono presenti nella traccia audio alternativa commenti all’avventura da parte della protagonista Mary Tamm e del regista Darrol Blake. In una seconda traccia audio alternativa sono presenti commenti da parte dei protagonisti Tom Baker e Mary Tamm, dell’attrice Susan Engel e dell’autore David Fisher.
Getting Blood from the Stones. Una documentario sulla produzione di quest’avventura con diverse interviste agli attori e al personale di produzione. È l’extra più importante.
Hammer Horror. Un breve documentario sull’influenza dei film horror su “Doctor Who”.
Stones Free. Mary Tamm visita il circolo megalitico utilizzato nella produzione di quest’avventura.
Deleted Scenes. Oltre due minuti di materiale tagliato dalla seconda parte di “The Stones of Blood”.
Blue Peter & Nationwide. Un filmato tratto dalla trasmissione del gennaio 1979 che mostra i modellini utilizzati per “The Stones of Blood” presentati dal progettista Mat Irvine.
“The Stones of Blood” è un’avventura un po’ particolare perché è divisa in due parti quasi uguali che hanno un’ambientazione completamente diversa. La prima parte è una classica storia horror come se ne vedevano comunemente nelle stagioni precedenti di “Doctor Who” mentre la seconda parte è ambientata in un’astronave alla deriva nell’iperspazio.
L’ambientazione cambia moltissimo dai megaliti nella campagna inglese all’isolamento di un’astronave il cui interno è di un bianco splendente e anche il tono dell’avventura passa dall’horror iniziale alla commedia dell’ultima parte.
Nonostante l’apparenza c’è comunque una continuità nella storia che non salta all’improvviso da una parte all’altra ma si sviluppa passo dopo passo. Ecco dunque che da un inizio in cui si parla di culti druidici e fenomeni apparentemente soprannaturali il Dottore e Romana scoprono pian piano quel che veramente c’è dietro.
In realtà con una trama così elaborata non si capisce molto dei piani e delle motivazioni dei cattivi né cosa succeda alla fine all’astronave nell’iperspazio per cui è comprensibile che ci siano spettatori che alla fine di “The Stones of Blood” rimangono un po’ perplessi.
Ispirarsi nello stesso tempo ad avventure di successo di qualche anno prima come “Pyramids of Mars” e “The Ark in Space” cercando di combinarne alcuni elementi è un’idea interessante ma non sufficiente. Un buon risultato si ottiene non solo da quali e quanti elementi vengono inseriti in un’avventura ma anche da come vengono sviluppati. In “The Stones of Blood” lo sviluppo è un po’ caotico e il risultato ne risente.
Se per certi versi i personaggi sono un punto dolente di “The Stones of Blood” è però vero che alla fine quest’avventura comunque funziona anche grazie ad alcuni di essi. La professoressa Rumford è un eccellente complemento alla coppia Dottore / Romana e la parte finale, che tira avanti un po’ troppo a lungo, è salvata dal comportamento buffo del Dottore.
In tutto ciò c’è la ricerca del segmento della Chiave del Tempo. “The Stones of Blood” è un’avventura che poteva essere prodotta in qualsiasi momento perché i riferimenti alla Chiave sono pochi e potevano essere facilmente eliminati rendendo la storia totalmente autonoma.
Per questo motivo è quasi paradossale che “The Stones of Blood” sia probabilmente l’avventura della stagione in cui gli effetti speciali sono riusciti meglio nonostante il bugdet limitato. Le pietre che si muovono da sole riescono a dare qualche brivido e l’aspetto dell’iperspazio è piuttosto suggestivo e forse per quello anni dopo è stato ricreato in maniera molto simile nella serie “Babylon 5”.
Nonostante i difetti, “The Stones of Blood” è un’avventura divertente e complessivamente buona anche se il risultato è un po’ inferiore a quello delle due precedenti.
Poiché questo DVD fa parte del cofanetto “The Key to Time” un giudizio globale dev’essere necessariamente dato solo alla fine della recensione delle avventure di questa stagione.

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