
“Joy to The World” è l’episodio speciale natalizio del 2024 della serie “Doctor Who”. È disponibile nel Regno Unito e in Irlanda sui canali BBC e in molte altre nazioni sulla piattaforma Disney+.
Nota. Quest’articolo contiene alcuni spoiler su “Joy to The World”.
Il Quindicesimo Dottore (Ncuti Gatwa) arriva in un hotel nell’anno 4202 che offre l’accesso a diversi momenti della storia. Vede alla reception uno strano uomo con una valigetta legata a lui con una catena e si insospettisce. Comincia a indagare con l’aiuto di Trev (Joel Fry), un addetto alla sicurezza, ma la veligetta viene passata da persona a persona finché un Siluriano la porta in un altro hotel nel 2024. Il Dottore lo segue e arriva in una camera appena affittata da Gioia Almondo (Nicola Coughlan), per la perplessità della donna e della manager Anita (Stephanie de Whalley).
Dopo gli eventi di “Morte e Rinascita” (“Empire of Death”), il Quindicesimo Dottore ha ripreso a viaggiare da solo e non può certo rimanere senza qualche avventura. In questo caso, seguire chi è in possesso di una misteriosa valigetta lo porta nel Natale 2024.
La prima parte dell’episodio è molto divertente, soprattutto grazie ad alcuni momenti davvero spassosi. Nel 2024, il Dottore finisce per litigare con se stesso lamentando tutto ciò che i suoi compagni lamentano quando hanno a che fare con lui. In un episodio in cui non ci sono alieni cattivi, ha una reazione comprensibilmente preoccupata quando vede una ventosa.
Nella sua prma stagione, il Quindicesimo Dottore ha mostrato le sue emozioni molto più apertamente e più spesso dei suoi predecessori. In quest’episodio, questa caratteristica è stata sfruttata alla perfezione nella gestione dei toni della storia, che pian piano hanno incluso momenti agrodolci o proprio tristi.
Il Dottore sta viaggiando da solo, Gioia è da sola, Anita sembra gestire l’hotel da sola. Non è un caso e vari riferimenti espliciti alla pandemia di Covid-19 riportano gli spettatori a periodi che per molti sono stati terribili anche per il forzato isolamento.
La festa del solstizio, nelle varie versioni esistite nel corso della storia dell’umanità, rappresenta un momento di nascita e/o rinascita. Questo tema è centrale in quest’episodio in cui i protagonisti hanno l’occasione per riallacciare vecchi rapporti e formarne altri nuovi. Bloccato nel 2024-2025, il Dottore e Anita diventano grandi amici e successivamente il Dottore forma un rapporto anche con Gioia.
La trama viene sviluppata in modo coerente sfruttando secondo me molto bene tanti momenti tra i personaggi. Ho visto un buonissimo equilibrio tra momenti leggeri e altri profondi, tra quelli allegri e quelli tristi. Ci sono vari riferimenti alla Villengard, un’azienda produttrice di armi già affrontata dal Dottore che sono comprensibili anche per chi non ha visto la stagione precedente. Da quel punto di vista, la trama è vaga, nel senso che non è esattamente chiaro come si arrivi dai piani della Villengard al finale: è il caso in cui il tema natalizio richiede di chiudere un occhio.
Le trame degli episodi natalizi devono essere abbastanza semplici da poter essere seguite da spettatori che stanno chiacchierando e forse anche mangiando con parenti e amici. Anche da questo punto di vista, “Joy to the World” mi pare un successo, tanto più perché contiene comunque momenti profondi e intensi.
L’ultima parte dell’episodio, quando per così dire le carte sono tutte sul tavolo, è secondo me davvero emozionante. Suppongo che gli effetti degli eventi finali siano stati visti anche da Giotto, che fu il primo a dipingere la stella cometa diventata parte dell’iconografia cristiana nella sua “Adorazione dei Magi” del 1303.
Alla fine, “Joy to The World” è una favola natalizia ma non è melensa e non tutto finisce bene. Il tema dell’amicizia e delle connessioni in generale contro la solitudine è molto forte e ciò significa che esistono anche momenti brutti che possono segnare la vita delle persone. La trama ha alcuni momenti che possono essere definiti licenze poetiche ma nel suo complesso questo speciale mi ha ricordato perché preferisco Steven Moffat a Russell T Davies. Secondo me, è uno dei migliori speciali natalizi mai prodotti.


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Ogni “impressione” pubblicata diventa sempre più cringe e sempre più inutile. Non capisco l’ostinarsi a spammare sui gruppi per farsi leggere. Zero commenti sotto ogni post non sono abbastanza indicativi del disunteresse del mondo per questo blog? Meglio un lungo post social con interazioni-commenti direttamente lì, ammesso che qualcuno abbia voglia di leggere e commentare questo nulla.
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Se i miei articoli ti danno tanto fastidio perché non mi blocchi? I tuoi riferimenti mi fanno pensare che tu ti riferisca a Facebook, dove peraltro i post sono approvati dai moderatori dei gruppi perciò spammer lo dici a qualcun altro.
Potrei dilungarmi con spiegazioni sul fatto che Facebook si appropria dei testi postati, sul fatto che su altri social non è possibile postare post lunghi e molto altro ma mi sembra inutile aggiungere altro oltre al consiglio di bloccarmi.