La caduta dell’Upper Atmosphere Research Satellite (UARS) e il problema dei detriti spaziali

Upper Atmosphere Research Satellite (UARS) (immagine NASA/GSFC)
Upper Atmosphere Research Satellite (UARS) (immagine NASA/GSFC)

L’Upper Atmosphere Research Satellite (UARS) era un osservatorio orbitale lanciato nel settembre 1991 dallo Space Shuttle Discovery con lo scopo di studiare l’atmosfera terrestre e in particolare lo strato di ozono tramite dieci diversi strumenti in grado di effettuare studi chimici, dinamici ed energetici. Questo satellite ha permesso ad esempio di studiare numerose sostanze chimiche presenti nell’alta atmosfera e ha fornito dati molto importanti sulla quantità di luce che arriva dal Sole nello spettro visibile ma anche ultravioletta.

La missione dell’osservatorio orbitale UARS doveva durare tre anni ma nel 2005, quando ne venne decretato il termine definitivo, sei dei suoi strumenti funzionavano ancora. A quel punto il satellite venne guidato verso un’orbita bassa che l’ha portato lentamente a scendere sempre più in basso finché tra venerdi 23 settembre 2011 e il giorno successivo è precipitato disintegrandosi ma esattamente dov’è caduto?

Ormai ci siamo abituati a sistemi militari in grado di individuare qualsiasi oggetto ci sia in cielo eppure non siamo in grado di dire esattamente dove siano finiti i pezzi dell’UARS. È vero che questo satellite aveva le dimensioni di un autobus ma durante il rientro nell’atmosfera terrestre le elevatissime temperature dell’attrito lo hanno fatto a pezzi. Per la maggior parte questi pezzi erano piccoli perciò sono stati polverizzati ma alcuni potrebbero essere stati sufficientemente grandi da raggiungere la superficie. Ciò avrebbe potuto costituire un possibile pericolo, dato che anche un piccolo oggetto lanciato a velocità elevatissime può causare gravi danni e uccidere qualcuno.

Inizialmente sembrava che l’UARS potesse cadere sull’Europa Centrale ma questo satellite è precipitato in maniera del tutto incontrollata e ciò significa che la sua traiettoria è cambiata nel corso delle ore. La conseguenza è che secondo la NASA i frammenti sono caduti nell’Oceano Pacifico. In questo caso potrebbe essere impossibile determinare con precisione l’area dell’impatto perché anche i frammenti più grandi sarebbero finiti in fondo all’oceano.

[ad name=”eBayAstronomia300″]

Si è parlato molto della caduta dell’UARS ma questo era solo uno delle migliaia di rottami più o meno grandi presenti in orbita. Riempire il pianeta di spazzatura non era abbastanza perciò anche in orbita ne è stata lasciata molta nel corso degli anni. Ce ne accorgiamo quando uno di questi precipita ma per la Stazione Spaziale Internazionale, per qualsiasi astronave che viaggi in orbita ma anche per i satelliti è un problema. Ci sono vari progetti per cercare di risolvere questo problema ma servirebbe un budget adeguato. Per ora la NASA cerca di tenere le tracce dei rottami spaziali facendo precipitare i satelliti non più usati. Speriamo che un progetto non venga approvato solo in seguito a qualche tragedia.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *