Il riscatto di Ender di Orson Scott Card

Il riscatto di Ender di Orson Scott Card
Il riscatto di Ender di Orson Scott Card

Il romanzo “Il riscatto di Ender” (“Speaker for the Dead”) di Orson Scott Card è stato pubblicato per la prima volta nel 1986. È il secondo libro del ciclo di Ender e segue “Il gioco di Ender“. Ha vinto i premi Hugo e Nebula come miglior romanzo dell’anno. In Italia è stato pubblicato dall’Editrice Nord nel n. 89 di “Cosmo Oro” e nel n. 8 di “Cosmo Biblioteca” e da Mondadori in “Oscar Fantastica”, in tutti i casi nella traduzione di Gianluigi Zuddas.

Pipo è uno xenologo che studia la specie aliena senziente che è stata scoperta sul pianeta Lusitania. Le norme riguardanti il suo lavoro sono molto stringenti perciò può avere conttatti e soprattutto scambi limitati con quelli che vengono chiamati familiarmente maiali. Quando Pipo viene ucciso dai maiali per motivi incomprensibili, suo figlio Libo continua il lavoro ma Novinha, già apprendista di Pipo, ha secretato informazioni fondamentali sulla vicenda.

Andrew “Ender” Wiggin è un Araldo dei Morti e riceve via ansible la richiesta di Novinha di fare un’elegia per Pipo. Quando scopre la storia dei maiali di Lusitania, capisce che per lui è l’occasione di fare ammenda per il suo passato e trovare una nuova casa per la regina degli Scorpioni che da tempo porta con sé. Quando arriva su Lusitania, Ender scopre che anche Libo è stato ucciso dai maiali.

“Il riscatto di Ender” venne concepito da Orson Scott Card in modo del tutto autonomo. Fu solo dopo una serie di riflessioni che l’autore si rese conto che la storia avrebbe funzionato con Ender come protagonista. Allungare il romanzo breve originale trasformandolo nel primo romanzo della serie di Ender gli permise di perfezionare i collegamenti tra le due storie.

Questo romanzo è ambientato circa tre millenni dopo che Ender ha sconfitto gli Scorpioni e il suo nome è ricordato come quello dello Xenocida dato che è diventato il capro espiatorio per lo sterminio degli alieni. Per questo motivo, vive come un Araldo dei Defunti che viaggia di pianeta in pianeta facendo elegie in cui racconta la verità su una persona morta.

La Federazione Starway che gestisce le colonie umane vuole evitare una nuova guerra e ancor di più un nuovo xenocidio perciò l’uccisione di Pipo e Libo porta solo a nuove restrizioni nei contatti tra umani e maiali. Gli umani cercano di interpretare le poche informazioni che i maiali forniscono loro e le discussioni tra personaggi sull’argomento costituiscono una componente centrale in questo romanzo. C’è tutta la buona volontà da parte degli xenologi ma hanno le mani legati da regole molto restrittive decise da persone che sono letteralmente lontane molti anni luce.

Il tema del contatto con intelligenze aliene è reso ancor più complesso dall’introduzione di Jane, un’intelligenza incorporea che è emersa dalla rete di ansible. Ha scelto Ender come unico contatto mantenendo la sua esistenza segreta al resto dell’umanità e nel corso del romanzo dimostra di non essere umana in vari modi.

Tutto ciò rende “Il riscatto di Ender” un romanzo fatto soprattutto di interazioni tra persone, dove il termine va inteso in senso lato dato che solo alcuni dei personaggi sono umani. Ender è al centro di molte interazioni, sia con umani che con altre specie. A volte, le interazioni con altri umani possono essere le più difficili, ad esempio perché la colonia sul pianeta Lusitania è cattolica e il vescovo locale vede un Araldo dei Defunti come Satana incarnato.

Capirsi può essere difficile perfino tra individui della stessa specie ma può diventare un problema quasi insormontabile quando appartengono a specie diverse. È un tema che era già presente ne “Il gioco di Ender” e diventa centrale in questo seguito, con varie ramificazioni importanti negli sviluppi della trama.

La guerra tra umani e Scorpioni di cui viene raccontata la parte finale ne “Il gioco di Ender” era stata causata dalla difficoltà di comunicare tra due specie molto aliene l’una per l’altra. Questo seguito porta avanti anche questo tema, tra le altre cose seguendo le difficoltà degli xenologi del pianeta Lusitania nel capire i nativi soprannominati maiali. Da questo punto di vista, c’è quasi un contrasto con “Il gioco di Ender” per la volontà di comunicare con una specie aliena e di evitare uno scontro violento.

Chi cerca azione potrà rimanere deluso da “Il riscatto di Ender” ma chi cerca introspezione e riflessioni potrà apprezzarlo molto. È proprio per queste caratteristiche che c’è chi lo considera superiore a “Il gioco di Ender”. È un giudizio soggettivo che riguarda due romanzi molto diversi e consiglio di leggerli entrambi.

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