
Il romanzo “La brigata di luce” (“The Light Brigade”) di Kameron Hurley è stato pubblicato per la prima volta nel 2019. In Italia è stato pubblicato da Fanucci in “Narrativa” nella traduzione di Francesco Vitellini.
Diez è una delle nuove reclute addestrate per combattere per la loro corporazione contro i coloni marziani. I soldati vengono inviati sui campi di battaglia trasformandoli in luce per poi rimaterializzarli sulla destinazione. Il processo non è privo di rischi e a volte un soldato si rimaterializza dove c’è già qualcosa.
Nel corso dei viaggi, Diez comincia a non riconoscere i membri della sua squadra e i posti in cui arriva. Nonostante la confusione, cerca di continuare a combattere cercando di non far scoprire i buchi nella sua memoria. Tuttavia, i frammenti di memoria cominciano a formare un quadro coerente che va contro ciò che pensava di sapere della guerra.
“La brigata di luce” può essere considerato un romanzo di fantascienza militare ma è molto di più. Può essere paragonato a “Fanteria dello spazio” di Robert A. Heinlein ma toni e posizioni espresse da Kameron Hurley sono decisamente più vicine a quelle che si possono trovare in “Guerra eterna” di Joe Haldeman.
L’idea di un futuro in cui le grandi aziende (il termine corporazione va inteso in quel senso) hanno cominciato a governare in modo diretto eliminando le nazioni non è certo nuova. Ne “La brigata di luce” il mondo è diviso in alcune mega-corporazioni che si scontrano tra di loro per il potere mentre le persone comuni devono lottare per le briciole.
Le tecnologie disponibili in quel futuro potrebbero permettere a tutti una vita dignitosa ma i dirigenti delle corporazioni preferiscono lasciarli in situazioni in cui devono lottare per tutto, a cominciare dalla cittadinanza. Diez viene da una famiglia in quella situazione e si arruola non solo per ottenere la cittadinanza ma anche per diventare un eroe vendicando le vittime di un attacco attribuito ai marziani.
Il lato distopico di quel futuro rimane al centro della storia, anche nelle parti concentrate sull’elemento militare. Kameron Hurley racconta la storia di Diez e dei suoi commilitoni con intensità riuscendo a includere molta azione e allo stesso tempo molte riflessioni sulla società in cui vivono e sulla guerra che combattono. Si tratta sia di riflessioni interiori che dei risultati di scambi di opinioni tra commilitoni.
Alcuni capitoli riportano trascrizioni di interrogatori di una prigioniera che è stata accusata di un attentato terroristico. Si tratta di pochi capitoli che pian piano rivelano una parte degli eventi che completa quelli raccontati in prima persona da Diez offrendo altre rivelazioni.
Kameron Hurley non lascia molto spazio per sfumature tra bianco e nero in una storia in cui c’è una tendenza al nero, in particolare nell’avidità e nella sete di potere dei dirigenti delle corporazioni. I concetti tendono a essere estremizzati rendendo la storia a volte brutale dato che ciò riguarda anche le descrizioni delle battaglie.
Il risultato è un romanzo che getta il lettore in una situazione drammatica che diventa caotica quando Diez e i suoi commilitoni cominciano a essere inviati in missione. Gli eventi diventano confusi per Diez perciò serve un po’ di pazienza per cominciare a mettere assieme i vari pezzi di trama. È un caso in cui l’azione serve ad approfondire temi importanti legati alle possibilità di scelte che le persone comuni possono avere riguardo al loro futuro.
Il futuro raccontato ne “La brigata di luce” offre prospettive davvero limitate per chi non è nato in qualche famiglia privilegiata. Nonostante ciò, non è del tutto negativo perché Kameron Hurley offre la speranza che persone normale possano inseguire un cambiamento straordinario per creare un futuro fatto di luce. Se ciò vi interessa, vi consiglio la lettura di questo romanzo.
