Borrowed Time di Naomi A. Alderman

Borrowed Time di Naomi A. Alderman
Borrowed Time di Naomi A. Alderman

Il romanzo “Borrowed Time” di Naomi A. Alderman è stato pubblicato per la prima volta nel 2011. È inedito in Italia.

Andrew Brown si è trovato a lavorare in una grande banca come la Lexington International Bank quasi per caso. Pian piano ha scalato i gradini della gerarchia ma fatica sempre di più per la mancanza di tempo per fare al meglio tutto ciò che gli viene richiesto. Quando i misteriosi Symington e Blenkinsop gli fanno una proposta sorprendente, accetta senza rendersi conto di tutte le conseguenze.

Amy Pond e Rory Williams stanno vivendo una vacanza un po’ particolare ma qualcosa non va benissimo. L’Undicesimo Dottore decide di mostrare loro il più grande collasso bancario della storia ma quando lui e i suoi compagni arrivano alla Lexington International Bank scopre stranezze che lo convincono a indagare.

“Borrowed Time” fa parte di una collana di romanzi connessi alla nuova serie di “Doctor Who”. Essi sono orientati ad un ampio pubblico essendo abbastanza lineari da essere apprezzati anche da lettori molto giovani ma abbastanza sofisticati da poter interessare anche lettori più maturi. Con le avventure dell’Undicesimo Dottore c’è stato un piccolo cambiamento del formato dei romanzi dedicate alle avventure della nuova serie di “Doctor Who”, che sono diventati leggermente più grandi.

Quando “Borrowed Time” venne pubblicato per la prima volta, era ancora fresco il ricordo della crisi economica che aveva colpito a livello internazionale con banche e finanziarie spesso al centro dei problemi. Questo romanzo non ha la pretesa di raccontare in profondità come funziona il sistema bancario e cosa può metterlo in crisi ma certamente offre qualche informazione su certi meccanismi che possono diventare perversi.

Questo tema molto serio viene esplorato in modo letterale nel senso che il romanzo è ambientato in una banca ma anche in modo metaforico. Andrew Brown lavora per la Lexington International Bank ed è a un punto della sua vita in cui non trova il tempo per fare tutto ciò che gli servirebbe e non riesce a fare nulla di ciò che gli piacerebbe. Quando due strani uomini gli danno la possibilità di prendere letteralmente in prestito del tempo, gli sembra un buon affare ma solo quando è troppo tardi capisce quale sia il reale costo.

La metafora del prestito viene sviluppata nel corso del romanzo per spiegare come sia necessario prestare estrema attenzione a come vengono calcolati gli interessi e a tutte le voci di un contratto. L’argomento è complesso ma le basi vengono semplificate attraverso metafore per far comprendere al lettore cosa succede ad accettare prestiti. La metafora degli squali che assistono Symington e Blenkinsop nella gestione dei prestiti è decisamente trasparente in una storia in cui non c’è spazio per le sottigliezze.

Com’è normale nei libri di questa collana, il ritmo tende a essere rapido con eventi che si susseguono e sono caratterizzati da azione e colpi di scena. Il Dottore porta i suoi compagni tra i manager della Lexington International Bank facendosi passare per un revisore di conti e ciò gli permette di entrare in contatto con Andrew Brown e alcuni suoi colleghi. Amy viene fatta passare per la sua assistente mentre il povero Rory finisce nell’ufficio smistamento posta, dove comunque riesce a rendersi utile.

Tutto ciò viene usato da Naomi A. Alderman per creare una storia che è sopra le righe in modo secondo me positivo. “Borrowed Time” mi è parso un romanzo che riesce a riprodurre bene i protagonisti nel tipo di storia di “Doctor Who” che è divertente e allo stesso tempo sviluppa un tema molto serio. Per questo motivo, nel consiglio la lettura.

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