L’eredità di Charlie di John Scalzi

L'eredità di Charlie di John Scalzi
L’eredità di Charlie di John Scalzi (edizione britannica)

Il romanzo “L’eredità di Charlie” (“Starter Villain”) di John Scalzi è stato pubblicato per la prima volta nel 2023. Ha vinto il Premio Alex come uno tra i romanzi dell’anno che pur essendo indirizzati agli adulti si valuta abbiano una speciale attrattiva anche sui giovani lettori. In Italia è stato pubblicato da Fanucci in “Narrativa” nella traduzione di Stefano Ternavasio.

Charlie Fitzer è passato attraverso diverse traversie personali e professionali con il risultato che vive assieme ai suoi gatti con lo scarso stipendio da supplente nella casa lasciatagli in usufrutto da suo padre. Vorrebbe dare una svola alla sua vita rilevando un pub il cui proprietario intende andare in pensione ma le speranze di ottenere un prestito dalla banca sembrano davvero scarse.

Mentre sta rimuginando sulle sue possibilità, Charlie viene informato della morte di suo zio Jake, con il quale non aveva contatti da molti anni in seguito a un litigio avuto con suo padre. L’assistente di Jake, Mathilda Morrison, gli chiede di parlare al funerale di suo zio in cambio di un’eredità. Al funerale, Charlie trova strane persone che vogliono solo accertarsi che Jake sia veramente morto. Le cose diventano ancor più strane quando la casa di Charlie viene fatta esplodere e Morrison gli dice di seguire la sua gatta Hera.

Non è la prima volta che John Scalzi ha costruito una storia prendendo ispirazioni da opere di vario tipo, che possono essere letterarie, televisive o cinematografiche. Nel caso de “L’eredità di Charlie” c’è un misto letterario / cinematografico con varie ispirazioni alle avventure di James Bond che includono citazioni esplicite. Il sottotitolo originale “A turbo-charged tale of supervillains, minions and a hidden volcano lair…” suggerisce il tono del romanzo.

La storia di Charlie è quella di un uomo comune con problemi comuni che si trova in una situazione decisamente fuori dal comune quando scopre che suo zio Jake era un supercriminale e quello è solo l’inizio. La scoperta che i suoi gatti sono un prodotto dell’ingegneria genetica e l’invito a unirsi a un gruppo di supercriminali contribuiscono a stravolgere la vita di Charlie.

John Scalzi sembra divertirsi molto a stravolgere certi cliché che si vedono nelle storie di James Bond a cominciare dalla descrizione dei supercriminali. Le menti diaboliche tipiche di quelle storie sono assenti perché ne “L’eredità di Charlie” il tipico supercriminale è un cretino che ha ereditato un impero criminale.

L’umorismo è una componente importante del romanzo. A volte ho avuto qualche dubbio sull’uso dell’umorismo da parte di John Scalzi ma secondo me ne “L’eredità di Charlie” viene usato molto bene. Ad esempio, i delfini sono sboccatissimi e minacciano di entrare in sciopero dopo aver formato un sindacato.

La leggerezza della narrazione viene usata anche per includere qualche argomento serio. Ciò si accompagna a battute fulminanti come quella in cui Morrison descrive un convegno di supercriminali come “Un po’ come Davos, solo che non fanno finta di aiutare la gente.”

L’elemento satirico, che include i servizi offerti da zio Jake a vari governi tramite un modello di abbonamento, è anch’esso legato a cliché tipici delle storie di James Bond ma anche di un certo complottismo. I supercriminali non intendono governare il mondo ma a loro modo sono perfino più ambiziosi nel modo in cui gli danno quelle che vengono chiamate spintarelle usando mezzi a volte fantascientifici.

Tra il serio e il faceto, la trama viene sviluppata con continui colpi di scena che spesso ribaltano situazioni che sembrano seguire qualche cliché. Il povero Charlie cerca di capire come funzioni la vita di un supercriminale ma deve anche evitare di essere eliminato da potenziali rivali che lo considerano un inetto e quindi un facile obiettivo.

Complessivamente, mi è parso che John Scalzi abbia mescolato molto bene i vari elementi de “L’eredità di Charlie” ottenendo un romanzo divertentissimo che offre anche qualche spunto di riflessione. Non serve essere esperti di storie di James Bond per apprezzarlo perciò lo consiglio a chiunque voglia farsi trascinare da una storia che è spesso sopra le righe in modo intelligente.

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