Trilobiti che vissero 390 milioni di anni fa avevano sofisticati occhi iper-composti

Trilobite dell'ordine Phacopida (Foto cortesia Brigitte Schoenemann)
Trilobite dell’ordine Phacopida (Foto cortesia Brigitte Schoenemann)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” riporta uno studio sugli occhi dei trilobiti della specie Geesops schlotheimi, che visse circa 390 milioni di anni fa. Un team di ricercatori guidato dalla zoologa Brigitte Schoenemann ha esaminato fossili di questo trilobite e vecchie immagini a raggi X di fossili per studiarne gli occhi. La struttura di quegli occhi è peculiare anche tra i trilobiti ed esistente solo nell’ordine Phacopida: è caratterizzata da un numero ridotto di lenti relativamente grandi ben separate tra di loro ognuna delle quali è ricoperta da una propria cornea. Si tratta di una struttura sofisticata che forse era utile per vedere con poca luce.

Brigitte Schoenemann ha condotto parecchi studi sui trilobiti e in particolare sui loro occhi: un compendio riguardante la loro vista è stato pubblicato nel marzo 2021 sulla rivista “Arthropod Structure & Development”. Questi artropodi avevano occhi sofisticati e si trattava di occhi composti per molti versi simili a quelli di molti crostacei e insetti, i loro lontani cugini. Tuttavia, non tutti i trilobiti avevano occhi dello stesso tipo dato che quelli appartenenti all’ordine Phacopida avevano sviluppato occhi del tipo chiamato in gergo schizocroico e definiti iper-composti in questa nuova ricerca.

Semplificando il concetto, la maggior parte dei trilobiti aveva occhi chiamati in gergo olocroici composti da molte lenti ricoperte da una cornea mentre i Phacopida avevano meno lenti molto più grandi ognuna con una propria cornea. Gli occhi schizocroici costituiscono uno sviluppo unico in un phylum vasto come quello degli artropodi, un caso che è rimasto isolato a causa dell’estinzione dell’ordine Phacopida. Ciò avvenne alla fine del periodo Devoniano, circa 360 milioni di anni fa, ben prima della sparizione di tutti i trilobiti nella più grande estinzione di massa della storia della Terra, avvenuta poco più di 250 milioni di anni fa, alla fine del periodo Permiano.

L’interesse per lo studio degli occhi schizocroici è limitato a una nicchia ma negli anni ’70 il paleontologo dilettante Wilhelm Stürmer se ne occupò in modo tale da essere diventato rilevante anche per i professionisti del settore. Ciò perché fu un pioniere degli esami radiografici dei fossili ed esaminò anche trilobiti dell’ordine Phacopida.

La conformazione degli occhi schizocroici era rimasta senza una spiegazione della distanza tra le varie lenti, un’apparente inefficienza pensando che sembra esserci spazio sprecato dato che non può percepire la luce. Ora il team di Brigitte Schoenemann offre una spiegazione a quel tipo di sviluppo degli occhi arrivata dopo aver condotto nuovi esami sfruttando tecniche più moderne come quelle tomografiche.

Specie come Geesops schlotheimi, classificata in origine come Phacops schlotheimi per poi essere riassegnata ad un altro genere, mostrano chiaramente la struttura degli occhi schizocroici ed esemplari ben conservati sono eccellenti oggetti di studio. Secondo il team di Brigitte Schoenemann, ognuna delle lenti di quegli occhi copriva una struttura che formata un piccolo occhio i cui componenti formavano uno o due anelli. Wilhelm Stürmer aveva trovato dei filamenti sotto quegli occhi e aveva ipotizzato che si trattasse di nervi, una conclusione confermata da questo nuovo studio.

Secondo il team di Brigitte Schoenemann, i trilobiti Phacopida avevano quelli che hanno definito occhi iper-composti, la cui struttura aveva una sensibilità alla luce che forse era molto superiore a quella dei normali occhi composti tipici dei loro cugini. Si trattava di un adattamento evolutivo utile nell’ambiente marino con poca luce in cui vivevano. Ciò conferma che i trilobiti avevano occhi davvero sofisticati alcune centinaia di milioni di anni fa. Certamente, contribuirono al successo di questo gruppo di artropodi.

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