Nuovi fossili di un antico serpente con le zampe chiamato Najash rionegrina offrono nuove informazioni sull’evoluzione dei serpenti


Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta lo studio di nuovi fossili di un serpente appartenente alla specie Najash rionegrina, che visse nel periodo Cretaceo superiore, tra 90 e 100 milioni di annifa, nell’odierna Patagonia, in Argentina. Un team di ricercatori guidato da Fernando Garberoglio della Fundación Azara at Universidad Maimónides di Buenos Aires, Argentina, ha sottoposto vari fossili appartenenti a questa specie, che era dotata di arti ben sviluppati, a una TAC ad alta risoluzione per ottenere nuove informazioni sull’evoluzione dei serpenti.

Il Najash rionegrina è stato descritto per la prima volta nel 2006 basandosi su un fossile scoperto nel 2003 nella formazione Candeleros, nella provincia del Rio Negro, in Patagonia. Era un serpente che viveva sulla terraferma, un fattore importante perché i paleontologi discutono sull’evoluzione dei serpenti con alcuni che sostengono che si siano evoluti da animali marini mentre altri sostengono che si siano evoluti da animali terrestri.

Altre specie di antichi serpenti e anche alcuni serpenti moderni conservano vestigia di arti ma quelli del Najash rionegrina erano funzionanti con un bacino connesso alla spina dorsale e un osso sacro. Insomma, è una specie davvero interessante che è stata ulteriormente studiata dopo il ritrovamento di altri fossili.

Fernando Garberoglio e alcuni colleghi avevano già condotto uno studio su alcuni elementi dell’evoluzione dei serpenti, pubblicato nel febbraio 2019 sulla rivista “Scientific Reports”, che includeva anche il Najash rionegrina. Quei ricercatori, assieme ad alcuni altri, hanno successivamente condotto la nuova ricerca pubblicata su “Science Advances”.

L’immagine in alto (Cortesia Garberoglio et al.) mostra fossili di esemplari trovati nell’area paleontologica di La Buitrera, in particolare crani ma anche altre ossa, soprattutto nell’esemplare catalogato come MPCA 564 (D). Si tratta di fossili non schiacciati e quindi ben conservati in tre dimensioni.

Sottoponendo i fossili a una TAC ad alta risoluzione è stato possibile crearne ricostruzioni tridimensionali che permettono di esaminare nei dettagli le caratteristiche anatomiche. Il Najash rionegrina ha il cranio più completo e meglio conservato in tre dimensioni tra gli antichi serpenti, un’eccellente scoperta per capire l’evoluzione del cranio dei serpenti da quello rigido delle lucertole a quello molto flessibile tipico dei serpenti odierni.

La presenza di arti funzionanti indica che il Najash rionegrina aveva caratteristiche che esistettero per milioni di anni. Quel tipo di serpenti si diversificò in nicchie terrestri e acquatiche. Questa specie potrebbe avere una parentela lontana con la maggior parte dei serpenti odierni. Se ciò è vero, significa che serviranno altri studi e probabilmente altre scoperte per ricostruire la storia dei serpenti.

Ricostruzione artistica di Najash rionegrina (Immagine cortesia Raúl O. Gómez, Universidad de Buenos Aires)
Ricostruzione artistica di Najash rionegrina (Immagine cortesia Raúl O. Gómez, Universidad de Buenos Aires)

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