Il fiore di Shazui di Chen Qiufan

L'eterno addio di Chen Qiufan
L’eterno addio di Chen Qiufan

Il racconto breve “Il fiore di Shazui” di Chen Qiufan è stato pubblicato per la prima volta nel 2012. In Italia è stato pubblicato da “Future Fiction” all’interno della seconda edizione dell’antologia “L’eterno addio” nella traduzione di Alessandra Cristallini.

Il villaggio di Shazui era abitato da pescatori finché i profondi cambiamenti avvenuti in Cina non hanno spinto l’urbanizzazione con la conseguenza che molti nuovi edifici sono continuamente in costruzione lì e in altri villaggi vicini. Anche l’uso di tecnologie modernissime si diffonde nell’area attorno alla baia di Shenzhen e un uomo che si sta nascondendo può confondersi nella crescente popolazione di migranti che arrivano a Shazui.

Ne “Il fiore di Shazui”, Chen Qiufan ci porta nella Cina di cui parla molto spesso nelle sue opere, quella delle grandi trasformazioni. Nel caso specifico in una regione tra la baia di Shenzhen e Hong Kong, dove le riforme economiche e le aperture della Cina hanno portato alla trasformazione di villaggi di pescatori in città in cui nuovi palazzi vengono costruiti in continuazione, con una serie di problemi e di profondi cambiamenti.

La trama è semplice, onestamente basata anche su qualche cliché perché la storia è narrata dal punto di vista di un uomo che si sta nascondendo a Shazui, dove incontra una prostituta e le cose si fanno complicate, anche a causa del protettore della donna. In questo caso secondo me non è un problema perché tutto ciò viene usato per raccontare ciò che c’è attorno ai personaggi. Per certi versi, la trama è una scusa per parlare delle trasformazioni della Cina di un futuro non molto lontano, le quali non sono altro che la continuazione di quelle cominciate nei decenni scorsi.

L’elemento del racconto che il lettore scopre per primo è la trasformazione dei villaggi di pescatori in città, sottolineata dal commento sulla scarsa luce che c’è negli appartamenti a causa della scarsa distanza tra i palazzi e sulla possibilità per chi vi abita di stringere la mano ai dirimpettai attraverso le finestre.

Quella trasformazione ha portato una migrazione di persone e Chen Qiufan fornisce qualche informazione anche sulla provenienza dei protagonisti: il narratore si è trasferito perché è in fuga ma Sorella Maggiore Shen e Snow Lotus si sono trasferite per altri motivi.

Chen Qiufan prova anche a immaginare i progressi tecnologici del futuro prossimo, dei quali fornisce informazioni qua e là nel racconto mostrando anche alcune possibili conseguenze del loro uso. I riferimenti a queste tecnologie offrono anche un contrasto con gli elementi più tradizionali che ancora costituiscono parti importanti della vita dei personaggi.

Tutto ciò crea un’ambientazione complessa in cui le azioni dei personaggi sono determinate da normali emozioni e sentimenti umani ma sono anche profondamente influenzate da ciò che c’è attorno a loro. Chen Qiufan parla della Cina del futuro ma tutto è facilmente comprensibile per chiunque e almeno in parte applicabile ad altre nazioni. Sono questi elementi che danno profondità a “Il fiore di Shazui” e per questi motivi credo che sia un racconto da leggere.

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