Corsa nello spazio di John Sandford e Ctein

Corsa nello spazio di John Sandford e Ctein
Corsa nello spazio di John Sandford e Ctein

Il romanzo “Corsa nello spazio” (“Saturn Run”) di John Sandford e Ctein è stato pubblicato per la prima volta nel 2015. In Italia è stato pubblicato da Fanucci nella traduzione di Gabriele Giorgi.

Al Caltech tutti hanno poca considerazione di Sandy perché pensano che sia stato assunto solo perché la sua famiglia è ricchissima ma quando è proprio lui ad accorgersi che in osservazioni astronomiche è apparso un oggetto che si sta avvicinando a Saturno e sta rallentando, finisce coinvolto nelle indagini su di esso. Non c’è dubbio che si tratti di un oggetto artificiale e le autorità americane vogliono inviare una missione nella speranza di contattare chiunque stia viaggiando su quell’astronave e allo stesso tempo mantenere la loro scoperta segreta.

La Cina sta organizzando da anni una missione con astronauti verso Marte ma anche i cinesi finiscono per scoprire la presenza di un’astronave aliena nel sistema solare. I piani cinesi vengono modificati in gran fretta per poter inviare la propria missione verso Saturno con l’obiettivo di arrivarci prima degli americani. Tra le due nazioni comincia una nuova fase della loro rivalità e il premio per il vincitore potrebbe consistere nell’ottenere dagli alieni tecnologie molto più avanzate di quelle sviliuppate dagli esseri umani.

John Sandford è lo pseudonimo che il giornalista vincitore del Premio Pulitzer John Roswell Camp ha scelto quando ha lasciato il giornalismo per darsi all’attività di scrittore, in generale di romanzi thriller. Ctein è un fotografo attivo all’interno della comunità degli appassionati di fantascienza. La collaborazione di due persone così diverse ha portato a scrivere “Corsa nello spazio”.

Gli autori hanno spiegato in un’appendice al romanzo come si sono ispirati a tecnologie che oggi sono state almeno teorizzate cercando di proiettarne i possibili sviluppi e le possibili applicazioni pratiche in un futuro abbastanza vicino, circa mezzo secolo dato che la storia comincia nel 2066. C’è da parte loro una notevole attenzione nel cercare di mantenere plausibilità e realismo nelle descrizioni dei viaggi interplanetari delle missioni lanciate da americani e cinesi. Si sono presi grosse libertà solo con le tecnologie aliene, alle quali danno solo alcune spiegazioni pseudo-scientifiche.

Da questo punto di vista, “Corsa nello spazio” ricorda certi romanzi di Arthur C. Clarke ma gli autori hanno anche sviluppato i personaggi raccontando molto dei modi dei membri della missione americana di affrontare la preparazione e il lungo viaggio verso Saturno. Non si tratta di una spedizione esclusivamente militare ma include scienziati civili e anche personale apposito per documentare tutto che include Sandy, che rapidamente si rivela ben più di un surfer assunto solo grazie a una famiglia ricca.

Il romanzo segue soprattutto il lungo viaggio verso Saturno della missione americana con i problemi che possono esserci su un’astronave che spinge le tecnologie umane al loro limite ma anche pensando a come l’equipaggio potrebbe passare il tempo dato che tutti avrebbero molto tempo libero a disposizione. Gli autori raccontano anche i rapporti personali che si instaurano e ciò significa anche rapporti intimi, anche se si limitano a citarli senza scendere in descrizioni erotiche.

Un altro elemento fondamentale nella trama di “Corsa nello spazio” è la rivalità tra USA e Cina, che negli anni ’60 del XXI secolo sembrano le potenze dominanti a livello globale. Negli ultimi due decenni la Cina ha cominciato a sviluppare con grande impegno un programma spaziale per raggiungere e addirittura superare USA e Russia per quanto riguarda le missioni con astronauti, o taikonauti come li chiamano loro. Gli USA stanno recuperando il tempo perso dopo la fine del programma Space Shuttle perciò è plausibile che nel 2066 possano essere queste due nazioni a contendersi la possibilità di un primo contatto con gli alieni.

Il risultato finale secondo me è buono ma non buonissimo. L’elemento tecnico-scientifico, assieme a un primo contatto con gli alieni non banale, è secondo me quello migliore con descrizioni interessanti per gli appassionati di fantascienza “hard”. L’elemento politico legato alla rivalità USA-Cina mi è parso abbastanza buono ma sembra più orientato a mettere in luce i possibili pericoli di uno scontro tra le due nazioni e il fatto che chi viaggia nello spazio ha un punto di vista diverso rispetto a chi sta sulla Terra. Il racconto del viaggio verso Saturno mi è parso un po’ troppo in stile soap opera e appesantisce il romanzo mentre il finale è affrettato per cui c’è anche poco equilibrio tra le varie parti della storia.

Alla fine ho trovato “Corsa nello spazio” interessante per vari versi ma un po’ troppo lungo a causa di parti che mi interessavano poco, dove il ritmo era più lento nel racconto delle vicende private dei personaggi e soprattutto la tensione calava moltissimo. Per questi motivi mi pare un romanzo riuscito solo in parte che potrebbe comunque piacervi se quelli che a me sembrano difetti non vi creano problemi.

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