Un esemplare eccezionalmente conservato di Borealopelta markmitchelli mostra i dettagli di questo dinosauro corazzato

Parte dell'esemplare di Borealopelta markmitchelli (Foto cortesia Royal Tyrrell Museum)
Parte dell’esemplare di Borealopelta markmitchelli (Foto cortesia Royal Tyrrell Museum)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Current Biology” descrive lo studio dei fossili eccezionalmente conservati di un dinosauro corazzato che è stato chiamato Borealopelta markmitchelli. Classificato come parte della famiglia dei nodosauridi (Nodosauridae), secondo i ricercatori di MIT, Newcastle University, University of Bristol e Royal Tyrrell Museum che l’hanno esaminato nonostante l’armatura veniva cacciato da predatori.

I fossili dell’esemplare conosciuto di Borealopelta markmitchelli sono stati scoperti nel 2011 in una miniera di sabbie bituminose nell’Alberta, in Canada. Il Royal Tyrrell Museum venne subito chiamato dato che si tratta di un centro di ricerca paleontologico dell’area e fin dal primo esame risultò sorprendente. Inizialmente, si aspettavano di trovare un rettile marino come ad esempio un plesiosauro perché in quel tipo di miniera erano stati scoperti solo animali marini. Invece, fu subito chiaro che si trattava di un dinosauro appartenente a qualche specie del genere degli anchilosauri (Ankylosauria).

Secondo i paleontologi, quest’esemplare potrebbe essere finito in una forte corrente di un fiume in piena e trasportato fino al mare, dove affondò. Ciò spiegherebbe perché è stato trovato in un luogo fuori dal normale per quel tipo di animale e perché il processo di fossilizzazione sia stato diverso da quello normale con una conservazione più completa del suo corpo.

Ci vollero un paio di settimane perché lo staff del Royal Tyrrell Museum e i dipendenti della Suncor Energy, proprietaria della miniera, estraessero tutti i fossili di quell’esemplare e purtroppo ci fu un incidente con la conseguenza che il pezzo di roccia che conteneva circa metà di essi si frantumò.

Fu necessario un ulteriore lavoro per rimettere assieme i pezzi ed evitare che subissero ulteriori danni e rischiassero di andare perduti. Alla fine i fossili vennero portati al museo, dove vennero sottoposti a un lungo lavoro di preparazione e finalmente nel maggio 2017 vennero messi in mostra, un evento che fece notizia per il livello di conservazione di questo esemplare.

Nonostante l’incidente, almeno parte dei fossili ha mantenuto una tale qualità di conservazione da essere stato paragonato a una statua. Esso infatti include i tessuti molli, che generalmente si decompongono rapidamente e quindi non si fossilizzano. L’esemplare era lungo circa 5 metri e pezzo per un peso stimato a poco più di 1.300 kg, una stazza maggiore di quella dei mammiferi terrestri odierni.

Il livello di conservazione delle scaglie della pelle non solo ne mostra l’aspetto ma conserva anche le tracce dei pigmenti con il loro colore rossastro-marrone. Ciò mostra che il Borealopelta markmitchelli aveva una forma di mimetismo del tipo in cui il colore è più scuro sul lato superiore del corpo e più chiaro sul lato inferiore.

Questa scoperta è parte delle sorprese riservate dallo studio del Borealopelta markmitchelli perché quest’animale è molto più grosso di tutti quelli esistenti oggi che sono dotati di quel tipo di mimetismo. Ciò suggerisce che questo dinosauro, nonostante la sua robusta armatura, venisse cacciato da predatori e quindi la pressione evolutiva abbia portato allo sviluppo di quel mimetismo.

Approfittando della completezza di quest’esemplare, i ricercatori stanno continuando a studiarlo. Le tecnologie moderne permettono di studiare l’interno di un fossile senza distruggerlo perciò i paleontologi possono ad esempio esaminarne l’apparato digerente per cercare di capire quale sia stato l’ultimo pasto di questo Borealopelta markmitchelli. Un altro studio che sta continuando riguarda i dettagli della sua armatura.

Fin dalla sua presentazione al Royal Tyrrell Museum, questo Borealopelta markmitchelli ha fatto notizia grazie all’aspetto determinato dal suo straordinario livello di conservazione. Costituisce un grande esempio di dinosauro corazzato per il pubblico in visita al museo e il potenziale oggetto di molti studi per i paleontologi.

Ricostruzione di Borealopelta markmitchelli (Immagine cortesia Robert Nicholls)
Ricostruzione di Borealopelta markmitchelli (Immagine cortesia Robert Nicholls)

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