La cerimonia di Laird Barron

Urania Horror contenente La città vampira di Paul Féval, Il villaggio nero di Stefan Grabinski e La cerimonia di Laird Barron
Urania Horror contenente La città vampira di Paul Féval, Il villaggio nero di Stefan Grabinski e La cerimonia di Laird Barron

Il romanzo “La cerimonia” (“The Croning”) di Laird Barron è stato pubblicato per la prima volta nel 2012. In Italia è stato pubblicato da Hypnos in “Modern Weird” e da Mondadori all’interno del n. 13 di “Urania Horror” nella traduzione di Andrea Bonazzi. Quest’ultima edizione è disponibile anche in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Don Miller è un geologo che a volte viaggia in vari paesi assieme a sua moglie, l’antropologa Michelle Mock. Durante uno di questi viaggi, Don ha motivi di credere che Michelle sia sparita ma, cercando di trovarla, viene quasi ucciso. Sopravvissuto, ricorda ben poco della sua ordalia.

La vita di Don e Michelle sembra complessivamente normale, eppure alcuni eventi sono come minimo bizzarri. Ormai anziano, Don cerca di rimettere assieme i pezzi di uno strano puzzle ma ficcare il naso in certe cose può essere pericoloso e la morte è solo una delle possibili conseguenze ma non necessariamente la peggiore.

“La cerimonia” inizia con una fiaba che contiene elementi familiari ma raccontata con toni coloriti decisamente inadatti ai bambini. Si tratta di un prologo che sembra scollegata con la storia del protagonista Don Miller e della sua famiglia ma leggendo questo romanzo bisogna tenere a mente le varie parti per capirne il senso globale.

La memoria sembra un problema per Don Miller, un geologo con una vita generalmente normale con momenti molto avventurosi e anche pericolosi. Il secondo capitolo racconta quella che per lui doveva essere una vacanza a Città del Messico nel 1958 che per poco non si trasforma in una tragedia.

La trama abbraccia vari decenni di vita di Don Miller e della sua famiglia in modo non lineare bensì andando avanti e indietro. Qui secondo me c’è il problema principale del romanzo: dopo un inizio molto forte, fino più o meno a metà della storia vengono raccontati soprattutto eventi normali con un ritmo piuttosto lento.

Laird Barron ci offre una contrapposizione tra la vita a volte banale di Don Miller, una persona normale un po’ smemorata, e ciò che gli succede quando cerca di ricostruire gli eventi che non ricordava. Personalmente ho trovato la parte dedicata alla normalità del protagonista fin troppo lunga e penso che sarebbe stata efficace anche se fosse stata un po’ più breve.

Nonostante l’inizio all’insegna della fiaba, “La cerimonia” contiene soprattutto elementi di orrore cosmico per il quale è stato paragonato alle opere di H.P. Lovecraft. Laird Barron adatta quegli elementi alla storia degli ultimi decenni mescolandoli con un po’ di complottismo legato alla presenza di agenti segreti e alle elite politico-economiche.

Il risultato rischia di essere un minestrone anche se alla fine mi pare che Laird Barron sia riuscito a dargli una buona omogeneità collegando in maniera intrigante i vari elementi. “La cerimonia” richiede un certo investimento di tempo per arrivare alla seconda metà, in cui Don Miller comincia a scoprire una sorta di realtà parallela in cui tutto sembra ben diverso da come l’aveva visto per tutta la sua vita.

La storia della famiglia di Don Miller è la prima a dover essere rivista. I personaggi importanti, inclusi alcuni conoscenti di Don, cominciano ad acquistare una profondità ben diversa rispetto alla prima parte del romanzo. In alcuni casi la profondità va di pari passo con l’oscurità perché certi segreti disturbano molto.

Laird Barron ha scritto alcuni racconti ambientati nello stesso universo narrativo e nel 2014 è stata pubblicata l’antologia “The Children of Old Leech: A Tribute to the Carnivorous Cosmos of Laird Barron”, che include racconti di vari autori, un omaggio a quell’universo narrativo. Io non ho letto nessuno di questi racconti perciò non posso offrire un’opinione su di essi.

“La cerimonia” richiede al lettore un po’ di pazienza prima di cominciare a vedere gli sviluppi più importanti della trama con un’accelerazione del ritmo e una notevole intensità nella storia, che diventa a volte davvero brutale. Se questo non vi sembra un problema e vi piace il genere horror lovecraftiano con un po’ di X-Files questo romanzo vi piacerà.

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