La Tokummia katalepsis aiuta a capire l’origine dei mandibolati

Fossile di Tokummia katalepsis (Foto cortesia Cedric Aria / Jean-Bernard Caron)
Fossile di Tokummia katalepsis (Foto cortesia Cedric Aria / Jean-Bernard Caron)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di fossili di una specie di artropodi marini vissuti poco più di 500 milioni di anni fa, nel periodo Permiano. Chiamata Tokummia katalepsis, questa specie è una delle tante scoperte nell’Argillite di Burgess ed è importante perché secondo Cédric Ariz e Jean-Bernard Caron del Royal Ontario Museum (ROM) illustra l’origine dei mandibolati (Mandibulata), un gruppo di artropodi che include millepiedi, crostacei e insetti.

Oggi i mandibolati sono diffusi in tutto il mondo, sulla terraferma, nei mari e nell’aria, con una notevole diversità tra milioni di specie che rappresentano un successo evolutivo enorme per questo gruppo di artropodi. Lo sviluppo delle mandibole ha rappresentato un tale vantaggio evolutivo che questo gruppo è sopravvissuto a varie estinzioni di massa prosperando con la diffusione in ecosistemi molto diversi. Tuttavia, c’erano ancora vari misteri sulla loro origine e sulle caratteristiche che ne hanno decretato il successo.

Nel 2014 una ricerca paleontologica guidata dal ROM nell’Argillite di Burgess ha raccolto vari esemplari in ottimo stato di conservazione della specie che è stata chiamata Tokummia katalepsis. Essi sono stati scoperti in rocce sedimentarie datate poco più di mezzo miliardo di anni vicine a Marble Canyon nel parco nazionale di Kootenay, nella British Columbia. Si tratta di uno dei tanti strani animali che si erano evoluti durante la cosiddetta esplosione del Cambriano ma potrebbe essere una chiave per capire come sono emersi i mandibolati.

La Tokummia katalepsis era piccolina, con una lunghezza che arrivava attorno ai 10 centimetri, eppure era uno dei più grandi predatori della sua epoca. Quest’animale aveva ampie mandibole dentate ma anche grandi chele anteriori come le hanno anche i mandibolati moderni. Si tratta di strutture che erano già complesse, con pinze grandi e potenti per la caccia alle prede ma allo stesso tempo delicate, con una forma che ricorda un apriscatole.

Forse quelle pinze non erano abbastanza robuste per usarle su prede dotate di conchiglia ma su animali morbidi anche se di notevoli dimensioni. Una possibilità è che la Tokummia katalepsis tendesse agguati alle sue prede nascondendosi nel fango sul fondo del mare in cui viveva. Dopo aver usato le pinze per colpire le prede, usava le mandibole per tagliare la loro carne in pezzetti facilmente digeribili, una rivoluzione tra gli artropodi.

Il corpo della Tokummia katalepsis possiede una serie di caratteristiche che sembrano per certi versi un mix di quelle dei mandibolati odierni. Ad esempio, esso è formato da molti segmenti, oltre 50, come i millepiedi, ma è coperto da un ampio carapace e i suoi segmenti hanno piccole esensioni che oggi possono essere trovate nelle larve di alcuni crostacei.

I ricercatori hanno anche trovato alcune affinità tra la Tokummia katalepsis e alcune altre specie di artropodi fossili scoperte nell’Argillite di Burgess come Branchiocaris, Canadaspis e Odaraia. Essi potrebbero formare un gruppo di animali che sono all’origine degli odierni mandibolati.

Ricostruzione di Tokummia katalepsis (Immagine cortesia Lars Fields)
Ricostruzione di Tokummia katalepsis (Immagine cortesia Lars Fields)

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