
Il romanzo “Autonomy” di Daniel Blythe è stato pubblicato per la prima volta nel 2009. È al momento inedito in Italia.
Hyperville è un nuovo complesso dedicato al divertimento 24 ore su 24. È possibile andarci a fare shopping ma anche per visitare le varie sezioni dedicate all’intrattenimento. In Hyperville viene impiegato lo stato dell’arte della tecnologia, forse anche troppo e qualcuno sospetta che dietro ci sia qualcosa di strano.
Il Decimo Dottore appare in Hyperville per fare le sue indagini e si ritrova rapidamente nei guai perché il suo uso del cacciavite sonico viene rilevato immediatamente. La sorveglianza all’interno del complesso è molto stretta, ufficialmente per il bene dei clienti ma in realtà serve alla Coscienza Nestene per i suoi piani.
“Autonomy” fa parte di una collana di romanzi connessi alla nuova serie di “Doctor Who”. Essi sono orientati ad un ampio pubblico essendo abbastanza lineari da essere apprezzati anche da lettori molto giovani ma abbastanza sofisticati da poter interessare anche lettori più maturi.
In “Autonomy” il Dottore sta viaggiando da solo in una delle sue avventure nel corso dell’ultima parte della vita della sua decima “incarnazione”. In questo romanzo indaga su Hyperville, un gigantesco complesso che è in parte centro commerciale e in parte parco dei divertimenti.
La storia è ambientata in un periodo che nel 2009 era il futuro prossimo e quindi per molti versi una proiezione diretta del presente. Fin dall’inizio viene detto esplicitamente che c’è una sorveglianza stretta e che essa viene data per scontata perché viene fatta per il bene della gente.
Il Dottore chiarisce la sua posizione citando la celebre frase di Benjamin Franklin: “Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza.”. C’è quindi un messaggio molto chiaro su un problema molto attuale dato che negli anni dopo la pubblicazione di “Autonomy” molto è stato rivelato sulla sorveglianza di massa a cui viene sottoposta gente comune ma anche politici.
Daniel Blythe mostra un futuro in cui le nuove generazioni vengono cresciute con l’idea che la sorveglianza di massa esista per il loro bene. Dentro Hyperville essa non è gestita dai servizi segreti britannici bensì dagli Auton. Quasi nessuno però fa domande proprio perché ormai quasi tutti sono abituati a essere sotto sorveglianza.
Il risultato è che la Coscienza Nestene può portare avanti i suoi piani e riesce a neutralizzare facilmente i pochissimi che vedono qualcosa di strano dentro Hyperville. O almeno fino all’arrivo del Dottore, che ancora una volta si scontra con i suoi vecchi nemici.
Gli Auton e la Coscienza Nestene che li controlla sono nemici tra i più classici nella saga di “Doctor Who”. In “Autonomy” ci sono parecchie riferimenti alle precedenti avventure in cui il Dottore si è scontrato con loro. I fan della saga possono quindi divertirsi a riconoscerli.
In “Autonomy” ci sono anche altri tipi di riferimenti al passato. Quando il Dottore incontra una giovane giornalista investigativa, fa un riferimento a Sarah Jane Smith. Sono i dettagli che arricchiscono un romanzo per i fan di “Doctor Who” mostrando che è stato scritto anche per loro e non solo per lettori giovani che potrebbero non capire quei riferimenti.
Il romanzo contiene anche altri riferimenti al mondo dello spettacolo. In particolare, tra i personaggi ci sono un celebre calciatore sposato con una pop star. La parodia di personaggi reali serve anche ad aggiungere altri elementi di discussione sui problemi della società del prossimo futuro, che ormai è il presente.
“Autonomy” non è un romanzo concentrato specificamente sugli argomenti politici e sociali ma per gli standard di questa collana questi temi sono approfonditi. La storia rimane per altri versi quella tipica di questa collana, un’avventura dalla trama lineare con un ritmo elevato. Il divertimento può venire dai riferimenti contenuti nel romanzo ma anche nei comportamenti del Dottore, più che mai frenetico e graffiante.
La storia di “Autonomy” è un po’ derivata da quelle precedenti con gli Auton ma secondo me Daniel Blythe è bravo ad aggiungerci qualche altro elemento e soprattutto a inserirvi temi importanti che ricordano la miglior tradizione della serie classica. È soprattutto per questi motivi che questo romanzo mi è piaciuto molto e ne consiglio la lettura.
