È stato attivato il nuovo cacciatore di esopianeti NGTS

La cupola dell'NGTS vista durante il giorno. Sullo sfondo le cupole del VLT e di VISTA (Foto ESO/R. Wesson)
La cupola dell’NGTS vista durante il giorno. Sullo sfondo le cupole del VLT e di VISTA (Foto ESO/R. Wesson)

Nei giorni scorsi è stato messo in funzione l’NGTS (Next-Generation Transit Survey), un nuovo strumento per la ricerca di esopianeti costruito per trovare super-Terre a partire da dimensioni doppie di quelle della Terra fino a pianeti simili a Nettuno, di dimensioni otto volte la Terra. Esso è composto da un array di 12 telescopi dall’apertura di 20 cm ciascuno che si trova all’Osservatorio dell’ESO al Paranal, in Cile.

L’NGTS è stato costruito sfruttando l’esperienza del progetto SuperWASP (Wide Angle Search for Planets), una collaborazione internazionale che coinvolge otto istituzioni accademiche per la ricerca di esopianeti tramite il metodo del transito usando due telescopi automatizzati. Un piccolo prototipo dell’NGTS era stato testato a La Palma, nelle Canarie, la stessa locazione del SuperWASP-North, tra il 2009 e il 2010.

Alcuni dei partner che partecipano al progetto NGTS sono gli stessi del SuperWASP ma ne includono anche altri tra cui la DLR, l’agenzia spaziale tedesca. Non si tratta di un progetto dell’ESO anche se c’è una collaborazione tra ESO e NGTS che sarà stretta. L’NGTS è stato costruito all’Osservatorio dell’ESO perché in quell’area del Cile ci sono condizioni ottimali per l’astronomia dato che si tratta di un’area desertica molto secca e in altura.

I test e l’esperienza di SuperWASP hanno permesso di sviluppare le tecnologie necessarie a ottenere la notevole accuratezza nella misura della luminosità delle stelle necessaria a trovare gli esopianeti. L’NGTS esplorerà un’area più ampia rispetto a quella del telescopio spaziale Kepler, il più celebre tra i cacciatori di esopianeti.

Ciò permetterà di trovare esopianeti piccoli più brillanti che potranno essere sottoposti a studi successivi, che è uno degli scopi del progetto. Altri telescopi come il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO potranno essere usati per osservazioni dettagliate degli esopianeti scoperti. Nel 2017 l’ESA dovrebbe lanciare la sonda spaziale CHEOPS per lo studio della formazioni di esopianeti e anch’essa potrà trarre vantaggio dal lavoro dell’NGTS.

Oltre a trovare nuovi esopianeti, l’NGTS cercherà di misurarne alcune caratteristiche. Quelli abbastanza brillanti forniranno informazioni che potrebbero permettere di misurarne la massa. Sarà quindi possibile cercare di stimare la loro densità e la loro composizione. In qualche caso, sarà possibile sondare anche la loro atmosfera.

Peter Wheatley dell’Università di Warwick, uno dei capi-progetto dell’NGTS, ha dichiarato che le scoperte che verranno effettuate con questo strumento e le osservazioni di approfondimento dei telescopi al suolo e dallo spazio saranno passi importanti per gli studi sull’atmosfera e la composizione di pianeti piccoli come la Terra. Dunque, l’NGTS è stato progettato per trovare pianeti più grandi della Terra ma sarà utile anche per ricerche su pianeti più piccoli.



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