Una pulsar che emette l’energia di dieci milioni di Soli

Immagine della galassia M82 con al centro, anche ingrandita, la pulsar M82 X-2 (Immagine NASA/JPL-Caltech/SAO/NOAO)
Immagine della galassia M82 con al centro, anche ingrandita, la pulsar M82 X-2 (Immagine NASA/JPL-Caltech/SAO/NOAO)

Il telescopio spaziale NuSTAR (Nuclear Spectroscopic Telescope Array) della NASA ha permesso di scoprire una pulsar di una luminosità mai vista prima. In un articolo pubblicato sulla rivista “Nature”, il team internazionale guidato da Matteo Bachetti, che oggi lavora all’Osservatorio Astronomico di Cagliari dell’INAF e all’epoca all’Institut de Recherche en Astrophysique et Planétologie di Tolosa, in Francia, illustra la ricerca che ha portato alla scoperta di questa pulsar che emette un’energia dieci milioni di volte quella del Sole.

Questa scoperta rappresenta aiuta gli astronomi a capire meglio le fonti di raggi X fortissime chiamate Ultraluminous X-ray sources (ULX). Finora, queste sorgenti sono state attribuite a buchi neri perciò la scoperta di una ULX pulsante nella galassia M82, a circa 12 milioni di anni luce dalla Terra, è stata una notevole sorpresa.

Matteo Bachetti ha raccontato che lui e i suoi colleghi hanno pensato che le pulsazioni venissero da un’altra fonte perché esse sono tipiche delle pulsar. Si tratta di stelle di neutroni, i resti estremamente densi di una stella dopo che è esplosa in una supernova. Il termine pulsar vuol dire “pulsating star” proprio a causa delle pulsazioni, che invece sono assenti nei buchi neri.

Inizialmente, gli astronomi stavano osservando una supernova nella galassia M82 quando hanno notato le pulsazioni di raggi X provenienti dalla sorgente che è stata chiamata M82 X-2. L’osservatorio per i raggi X Chandra, e Swift, altri due telescopi spaziali della NASA erano anche puntati su M82 per lo stesso motivo e le loro osservazioni hanno permesso di confermare che M82 X-2 è una pulsar.

Combinare le osservazioni di diversi telescopi può essere fondamentale per comprendere la natura di oggetti spaziali, soprattutto se sono esotici come M82 X-2. In questo caso, diversi telescopi spaziali hanno permesso di effettuare osservazioni a varie lunghezze d’onda ma anche di misurare un ritmo di pulsazione di 1,37 secondi

Un elemento davvero straordinario è l’energia emessa da questa stella di neutroni, equivalente a quella di dieci milioni di soli. Si tratta di dieci volte l’energia emessa da altre pulsar che emettono raggi X, rendendo M82 X-2 davvero eccezionale e difficile da comprendere. Infatti, un oggetto di quel tipo non dovrebbe poter emettere tanta energia.

È possibile che questa pulsar si nutra come un grosso buco nero, nel senso che ci potrebbe essere una notevole quantità di materia nelle sue vicinanze che viene inghiottita e cadendo verso di essa si scalda ed emette raggi X di tale intensità. Per risolvere il mistero dell’origine di un’emissione così elevata, gli astronomi intendono effettuare ulteriori osservazioni con NuSTAR, Chandra e Swift, anche per indagare sulla natura di altre fonti di tipo ULX.



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