
Ci ha lasciati ieri Bruce Murray, geologo e planetologo che fu direttore del Jet Propulsion Laboratory (JPL) e uno dei fondatori della Planetary Society.
Bruce Churchill Murray nacque il 30 novembre 1931 a New York City, New York. Conseguì un Ph.D. in geologia al Massachusetts Institute of Technology (MIT) nel 1955, per alcuni anni lavorò per Standard Oil e per due anni servì nell’aviazione americana. Nel 1960 cominciò la sua attività come professore al California Institute of Technology (Caltech).
Al Caltech, Bruce Murray cominciò a interessarsi alla geologia extraterrestre e a lavorare con i telescopi dell’università utilizzandoli per scoprire le caratteristiche delle superfici della Luna e di Marte.
Negli anni ’70, Bruce Murray lavorò alle prime missioni marziane gestite dal JPL, la Mariner 3 e 4, e successivamente alle missioni Mariner 6, 7 e 9 utilizzando le immagini da esse scattate per cominciare la costruzione della storia geologica di Marte. Lavorò anche alla missione della sonda Mariner 10, inviata per studiare Venere e Mercurio.
Nel 1976, Bruce Murray divenne direttore del JPL, gestito dal Caltech per conto della NASA. In questa veste fu importante per la promozione del reclutamento di personale femminile anche tra gli ingegneri ma anche nella gestione di un budget sempre più ridotto. Nonostante ciò, in quegli anni ci furono le missioni Viking su Marte e le sonde Voyager 1 e 2 vennero lanciate nella loro straordinaria esplorazione del sistema solare che continua ancor oggi.
Nel 1979, Bruce Murray fondò la Planetary Society assieme all’astronomo Carl Sagan e all’ingegnere spaziale Louis Friedman. Si tratta di un’organizzazione no-profit dedicata alla promozione dell’esplorazione del sistema solare, alla ricerca dei corpi celesti di tipo NEO (Near Earth Objects) e alla ricerca di vita extraterrestre.
Nel 1982, Bruce Murray lasciò il JPL per tornare a insegnare al Caltech, dove divenne professore emerito nel 2001. Nel corso degli anni ha prestato la sua enorme competenza scientifica a varie organizzazioni americane e internazionali.
Bruce Murray soffriva da tempo del morbo di Alzheimer e ieri è morto a causa delle sue complicazioni. Lascia la moglie Suzanne, i loro figli e nipoti ma anche un’enorme eredità scientifica.
