Un anno fa l’arrivo del Mars Rover Curiosity su Marte

Il Mars Rover Curiosity (Immagine NASA/JPL-Caltech)
Il Mars Rover Curiosity (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Esattamente un anno fa, un anno terrestre per essere precisi, il Mars Rover Curiosity è atterrato su Marte. Durante quelli che vennero chiamati sette minuti di terrore il complesso sistema di atterraggio usato per la prima volta portò il più grande e sofisticato robot inviato finora sul pianeta rosso sulla sua superficie.

L’arrivo era davvero un momento critico perché la navicella spaziale che trasportava Curiosity viaggiava a circa 21.000 km/h e l’atmosfera di Marte è davvero sottile perciò l’attrito non sarebbe stato sufficiente a rallentarla. Tutto ha funzionato a dovere e il Mars Rover Curiosity ha potuto cominciare una missione che ha già dato ottimi risultati.

Questo primo anno di attività del Mars Rover Curiosity è cominciato con i test dei suoi tanti strumenti. Nonostante ciò, sono già state trovate parecchie tracce dell’acqua che scorreva su Marte e dell’antica atmosfera del pianeta. Alcuni indizi erano già stati trovati da altre sonde e dai precedenti Mars Rover ma Curiosity è in grado di effettuare analisi più numerose e più complete perciò sta dimostrando oltre ogni dubbio che circa quattro miliardi di anni fa Marte era molto più simile alla Terra.

La missione del Mars Rover Curiosity ha anche avuto la maggior copertura su Internet da parte della NASA. Molte migliaia di immagini ma anche molti filmati sono stati messi a disposizione sul sito della NASA e promossi anche tramite vari social network. Una sottosezione dell’area del sito della NASA dedicata alla missione di Curiosity è stata ora dedicata a questo primo anniversario dell’arrivo di questo rover. Non ci sono solo foto e filmati celebrativi ma anche la possibilità di partecipare in maniera interattiva alle celebrazioni.

Nonostante il giusto orgoglio con cui la missione del Mars Rover Curiosity viene già considerata un trionfo, essa in realtà è ancora nella fase iniziale. La durata della missione primaria è di un anno marziano, circa due anni terrestri. Nei prossimi mesi, continuerà il suo viaggio verso il il monte Sharp, conosciuto anche come Aeolis Mons. I ricercatori si aspettano nuove conferme del fatto che nell’antichità Marte era potenzialmente abitabile ma ovviamente la scoperta di tracce lasciate da forme di vita sarebbe il trionfo supremo per le ricerche spaziali.

La missione del Mars Rover Curiosity ha portato anche nuovo interesse verso l’esplorazione di Marte. Nei prossimi anni è previsto il lancio varie missioni della NASA verso il pianeta rosso: l’orbiter Maven (Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN) nell’autunno 2013 per studiare l’atmosfera marziana, il lander InSight nel 2016 per studiare la geologia marziana e un altro rover simile a Curiosity nel 2020 per continuare le ricerche sul suolo marziano, anche di forme di vita. L’ESA ha in programma per il 2018 l’invio del suo rover ExoMars in collaborazione con Roscosmos, l’agenzia spaziale russa. Anche l’India ha in programma il lancio di una sua sonda spaziale verso Marte nel novembre 2013.

Insomma, nei prossimi anni Marte rischia di diventare un pianeta piuttosto affollato. Questo potrebbe essere solo l’inizio perché se i successi continueranno, nel prossimo decennio potrebbe finalmente cominciare una collaborazione internazionale per inviare esseri umani su Marte. Per ora però godiamoci le foto inviate dal Mars Rover Curiosity.

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3 Comments


  1. Ma perché i vari enti interessati non si mettono d’accordo per missioni congiunte? Ricadute tecnologiche “top secret”? O semplicemente orgoglio nazionalistico?

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    1. Purtroppo ogni agenzia deve innanzitutto rispondere alle proprie autorità politiche che assegnano il budget e decidono come debba lavorare.

      L’ESA, che già lavora a livello sovrannazionale, collabora abbastanza con altre nazioni extra-europee, altre agenzie sembrano avere più difficoltà. Può esserci una componente di nazionalismo e di protezionismo.

      Speriamo che in futuro le cose possano migliorare perché il futuro è nelle collaborazioni internazionali ad ampio raggio.

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