Doctor Who – The Talons of Weng-Chiang

Doctor Who - The Talons of Weng-Chiang
Doctor Who – The Talons of Weng-Chiang

“The Talons of Weng-Chiang” è l’ultima avventura della quattordicesima stagione della serie classica di “Doctor Who” trasmessa nel 1977. Segue “The Robots of Death” ed è composta da sei parti, scritta da Robert Holmes e diretta da David Maloney.

La storia

Il Quarto Dottore (Tom Baker) porta Leela (Louise Jameson) nella Londra vittoriana per farle conoscere la vita dei suoi antenati. Sulla strada per il teatro però i due viaggiatori si imbattono in un gruppo di cinesi che hanno appena ucciso un uomo. Anch’essi vengono aggrediti ma riescono a difendersi e quando si sente il fischio di un poliziotto che si sta avvicinando i cinesi scappano, tranne uno che viene catturato.

Alla stazione di polizia, Li H’sen Chang, un mago che lavora in un teatro dell’area, arriva per fare da interprete con il cinese catturato ma gli passa del veleno che lo uccide immediatamente. Il Dottore cerca di scoprire i segreti del gruppo di cinesi che appartengono al Tong, adoratori del dio Weng-Chiang, assieme al professor Litefoot. Le sue indagini lo portano al teatro gestito dal Henry Gordon Jago, che è al centro di strane attività che avvengono di nascosto.

Extra

L’edizione originale contiene una buona quantità di extra mentre la Special Edition è molto ricca di extra. In entrambe le edizioni sono presenti contenuti tipici come i sottotitoli della produzione e una galleria di immagini tratte da quest’avventura. La Special Edition contiene anche una seconda galleria di immagini, i Radio Time Listings e un promo dei DVD di “Doctor Who” pubblicati prossimamente.

Sono presenti nella traccia audio alternativa di entrambe le edizioni commenti all’avventura da parte della protagonista Louise Jameson, degli attori John Bennett e Christopher Benjamin, del regista David Maloney e del produttore Philip Hinchcliffe.

Whose Doctor Who. Un documentario del 1977 della durata di quasi un’ora sulla storia di “Doctor Who” fino a quest’avventura. Ovviamente oggi è ampiamente superato ma rimane sempre una visione interessante per i fan della serie.

Behind the Scenes. Circa 25 minuti di materiale filmato in studio durante le riprese di quest’avventura. La qualità è molto bassa ed è più che altro un riempitivo che comunque può dare un’idea di come si lavorava nelle riprese di “Doctor Who”.

Blue Peter Theatre. La trasmissione “Blue Peter” mostra come costruire un mini-teatro per le avventure di “Doctor Who” con tanto di mostri ed effetti audio.

Philip Hinchcliffe Interview. Un’intervista del 1977 al produttore Philip Hinchcliffe focalizzata soprattutto sul problema della violenza in “Doctor Who”.

Trails and Continuities. Alcuni promo e annunci dell’epoca relativi alla trasmissione originale di quest’avventura.

TARDIS-Cam No 6. Una breve sequenza che dimostra le possibilità di utilizzo di CGI in “Doctor Who”.

La Special Edition contiene anche:

The Last Hurrah. Un documentario di circa 33 minuti sulla produzione di quest’avventura con un contributo speciale da parte di Tom Baker e Philip Hinchcliffe.

Moving On. Philip Hinchcliffe parla di come sarebbe stata la quindicesima stagione di “Doctor Who” se non fosse stato sostituito come produttore.

The Foe From the Future. La prima idea di Robert Banks Stewart per quest’avventura, successivamente trasformata da Robert Holmes per creare “The Talons of Weng-Chiang”.

Now and Then. Alcuni luoghi usati nella produzione di quest’avventura in un confronto tra com’erano all’epoca e come sono oggi.

Look East. News sulle riprese al Northampton Repertory Theatre con un’intervista a Tom Baker trasmessa il 14 gennaio 1977.

Victoriana and Chinoiserie. Un breve documentario sulla letteratura che ha ispirato quest’avventura.

Music Hall. Un documentario di oltre 20 minuti sul Music Hall.

Limehouse – A Victorian Chinatown. Un documentario di quasi 20 minuti che fa luce sui pregiudizi e sulla realtà riguardante la comunità cinese di Londra.

Entrambe le edizioni contengono anche un “uovo di Pasqua” con una versione della sigla.

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In origine, era previsto che fosse Robert Banks Stewart a scrivere l’ultima avventura della stagione. Tuttavia, al ritorno da una vacanza, lo script editor Robert Holmes scoprì che Stewart era diventato script editor di un’altra serie televisiva perciò non poteva più lavorare per “Doctor Who”.

C’era poco tempo per scrivere la sceneggiatura del finale di stagione perciò venne deciso che Robert Holmes l’avrebbe scritta anche se era lo script editor della serie e la BBC preferiva che i ruoli fossero distinti. Nel frattempo era arrivata la notizia che il produttore Philip Hinchcliffe sarebbe stato sostituito alla fine della stagione e forse anche Holmes. Per questo motivo, Hinchcliffe decise di lasciare a Holmes carta bianca e l’unico elemento su cui aveva messo il veto era avere il Maestro come cattivo.

Robert Holmes prese alcuni elementi dell’idea che aveva discusso con Robert Banks Stewart, ovvero un’avventura ambientata in epoca vittoriana con un cattivo proveniente dal futuro e l’ispirazione ai delitti di Jack lo Squartatore, e aggiunse altre ispirazioni della stessa epoca, a cominciare da Sherlock Holmes passando attraverso “Il fantasma dell’Opera” per arrivare alla serie di Fu Manchu.

Un’altra fonte di ispirazione fu Pigmalione per il rapporto tra il Dottore e Leela. Questa compagna era stata introdotta da poco ma non era stato deciso per quanto dovesse rimanere nella serie. Philip Hinchcliffe decise di tenerla per poi lasciare al suo successore l’eventuale decisione di sostituirla.

Leela era una selvaggia ma il personaggio era stato scritto bene: sarebbe stato facile se fosse stata una stupida, invece fin dall’inizio si era dimostrata intelligente. Il Dottore l’aveva portata con sé a viaggiare per l’universo insegnandole a essere qualcosa di più di quel che era sul suo pianeta natale, ispirandosi appunto a Pigmalione.

A Tom Baker il personaggio di Leela non piaceva perché trovava che fosse l’opposto del Dottore e dei suoi valori. Fosse stato per lui, dopo l’addio a Sarah Jane Smith il Dottore avrebbe viaggiato senza compagni perciò inizialmente il suo rapporto con l’attrice Louise Jameson fu teso. Fortunatamente, i due riuscirono comunque a lavorare bene assieme in “The Talons of Weng-Chiang”, contribuendo a creare un grande classico di “Doctor Who”.

Alla BBC erano molto bravi con le produzioni in costume perciò nonostante il budget ridotto della serie in “The Talons of Weng-Chiang” la qualità della produzione è davvero eccellente, anche per quanto riguarda i set e l’atmosfera della Londra vittoriana. Tutto ciò venne ben sfruttato dal regista per offrire agli spettatori un’avventura molto bella anche dal punto di vista visuale e ciò non succedeva sempre nella serie classica di “Doctor Who”.

La sceneggiatura è per molti versi derivata e questo non piace ad alcuni fan ma Robert Holmes vi aggiunse i suoi elementi brillanti, ovvero i dialoghi e i personaggi. È vero, i cinesi sono visti in maniera negativa e ciò è stato fonte di controversia nel corso degli anni. Oggi probabilmente sarebbe impossibile avere stereotipi razziali di quel tipo in una serie televisiva ma all’epoca era normale.

Li H’sen Chang è comunque un eccellente personaggio che finisce per essere un cattivo più complesso e quindi anche più interessante di Weng-Chiang / Magnus Greel, che invece è il classico megalomane urlante. Il professor Litefoot e Henry Gordon Jago sono altri due personaggi memorabili, anche per il modo in cui lavorano assieme. Robert Holmes fu certamente molto bravo a crearli ma gli attori furono straordinari nell’interpretarli.

“The Talons of Weng-Chiang” è un’avventura lunga e il ritmo è inevitabilmente lento ma secondo me non ci sono scene tirate per le lunghe come in altri casi nella serie classica di “Doctor Who”. La trama è sofisticata e il suo sviluppo mi sembra ben strutturato perciò ci sono scene lente ma che hanno una funzione, non sono aggiunte tanto per far passare un po’ di tempo.

Il risultato è un’avventura regolarmente considerata tra le migliori di “Doctor Who” in tutti i sondaggi. Personalmente non sono un grande fan dell’ambientazione vittoriana ma trovo che “The Talons of Weng-Chiang” sia davvero brillante, ben prodotta e ben interpretata perciò la sua reputazione è meritata.

Nel 2012, la Big Finish ha prodotto un’avventura audio intitolata “The Butcher of Brisbane”, disponibile su Amazon UK che costituisce sia un prequel, dal punto di vista di Magnus Greel, che un sequel, dal punto di vista del Dottore, di “The Talons of Weng-Chiang”.

Doctor Who - The Talons of Weng-Chiang Special Edition
Doctor Who – The Talons of Weng-Chiang Special Edition

Il professor Litefoot e Henry Gordon Jago non sono stati compagni del Dottore eppure sono stati protagonisti di un’avventura audio della Big Finish della serie “The Companion Chronicles” intitolata “The Mahogany Murderers”, disponibile su Amazon Italia e Amazon UK. Successivamente, è iniziata la produzione di un intero spin-off dedicato alla coppia Litefoot & Jago.

Nell’edizione originale di “The Talons of Weng-Chiang” un po’ di materiale dell’epoca era stato inserito nel secondo DVD come extra ottenendo un prodotto tutto sommato buono. Per la Special Edition sono stati creati nuovi extra molto interessanti soprattutto per chi vuole approfondire le conoscenze di alcuni elementi dell’epoca vittoriana. Il risultato è un prodotto davvero straordinario in un mini-cofanetto da 3 DVD con circa quattro ore di extra che non può mancare a chiunque sia interessato a “Doctor Who”.

Poiché la Special Edition fa parte del cofanetto “Revisitations 1” – disponibile su Amazon Italia e Amazon UK – un giudizio globale dev’essere necessariamente dato solo alla fine della recensione delle avventure in esso contenute.

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