
Nel 2008, il supercomputer Encanto era al terzo posto nella classifica dei computer più veloci del mondo, ora lo stato del New Mexico, che ne aveva finanziato la costruzione e il mantenimento, probabilmente lo smantellerà e lo venderà a pezzi.
Nel 2007, il New Mexico aveva approvato l’apertura del New Mexico Computing Applications Center (NMCAC) con lo scopo di affrontare vari problemi usando un supercomputer. Questo centro doveva lavorare assieme a istituzioni federali, statali e compagnie private fornendo loro i servizi del supercomputer Encanto, il che vuol dire affittarne l’utilizzo per una certa quantità di ore ma anche sviluppare il software necessario a risolvere un problema specifico. Il supercomputer Encanto doveva essere utilizzato anche dalle università del New Mexico tramite appositi collegamenti.
Lo stato del New Mexico ha finanziato la costruzione del supercomputer Encanto con 11 milioni di dollari. Negli anni successivi, ha pagato altri 9 milioni di dollari per la manutenzione di Encanto e per realizzare i collegamenti con le università dello stato.
Il supercomputer Encanto è composto da cluster SGI Altix ICE 8200 che in teoria possono arrivare ad un picco di prestazioni di 172 TFlops. È dotato di 1.792 nodi con processori Intel Xeon quad core a 3.0 GHz. La RAM totale è di 28.7 TByte.
Nel 2011 è cominciata un’analisi costi / benefici dell’uso del supercomputer Encanto e l’amministrazione del New Mexico ha concluso che non ha prodotto entrate sufficienti a ripagarne l’investimento. Ovviamente bisognerebbe esaminare tutti i dati per capire se ci fosse stato troppo ottimismo fin dall’inizio o se sia stato commesso qualche errore nella sua gestione. Sta di fatto che la scorsa estate è stato deciso di spegnere Encanto e questo ha posto il problema di cosa farne.
Oggi Encanto non è più neppure uno dei 100 supercomputer più potenti del mondo ma rimane un supercomputer le cui prestazioni dovrebbe essere competitive ancora per qualche anno. La prima intenzione era quella di venderlo, ad esempio ad un’università, ma nessun acquirente si è fatto avanti. A questo punto, è probabile che Encanto verrà venduto a pezzi.
Tre università del New Mexico vorrebbero dividersi parte dei rack, ognuno dei quali contiene 500 processori. Ogni rack può infatti essere utilizzato indipendentemente oppure essere aggiunto ad un sistema informatico già esistente. È un buon modo per riciclare i pezzi di Encanto.
Questa storia rappresenta una lezione nella gestione dei supercomputer. È bello potersi vantare di aver costruito uno dei più potenti supercomputer al mondo ma i costi sono molto elevati non solo per la costruzione ma anche per la successiva gestione.
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