20 anni di Star Trek: Deep Space Nine

Avery Brooks alla Star Trek/Race conference nel 2009
Avery Brooks alla Star Trek/Race conference nel 2009

Il 3 gennaio 1993 debuttò la serie televisiva “Star Trek: Deep Space Nine”, ambientata nella stessa epoca della serie “Star Trek: The Next Generation“, che in quel periodo andava ancora in onda.

La serie “Star Trek: Deep Space Nine” venne concepita nel 1991, poco prima della morte di Gene Roddenberry, il creatore della saga. È ambientata su una stazione spaziale, la Deep Space 9 del titolo, in questo unica nella saga di Star Trek, costruita dai cardassiani durante il loro dominio sul pianeta Bajor.

Quando la resistenza dei bajoriani forza i cardassiani ad abbandonare il pianeta, la Federazione viene invitata ad amministrare la stazione spaziale, il primo passo verso un’alleanza. Nell’episodio pilota di “Star Trek: Deep Space Nine” viene scoperta l’esistenza di un wormhole stabile vicino a Bajor che dà l’accesso al quadrante Gamma e ciò cambia tutto per il pianeta.

Benjamin Sisko, che ha perso la moglie nella battaglia contro i Borg di Wolf 359, riceve l’incarico di comandante di Deep Space 9, inizialmente una frontiera sperduta ma strategicamente importante per la Federazione. La scoperta del wormhole aggiunge enorme importanza a Bajor anche dal punto di vista commerciale per le nuove possibilità di contatti con il quadrante Gamma. Assieme alle opportunità però il wormhole porta anche rischi.

Il cast di “Star Trek: Deep Space Nine” è costituito da:

  • Avery Brooks (foto ©Alex Lozupone) nel ruolo di Benjamin Sisko
  • Nana Visitor (foto ©Beth Madison) nel ruolo di Kira Nerys
  • Rene Auberjonois (foto ©Beth Madison) nel ruolo di Odo
  • Alexander Siddig nel ruolo di Julian Bashir
  • Terry Farrell nel ruolo di Jadzia Dax (stagioni 1-6)
  • Colm Meaney nel ruolo di Miles O’Brien
  • Cirroc Lofton nel ruolo di Jake Sisko
  • Armin Shimerman nel ruolo di Quark
  • Michael Dorn nel ruolo di Worf (stagioni 4-7)
  • Nicole de Boer nel ruolo di Ezri Dax (stagione 7)

“Star Trek: Deep Space Nine” è da subito molto diversa dalle precedenti serie di Star Trek e venendo trasmessa contemporaneamente a “Star Trek: The Next Generation” il contrasto risulta ancora maggiore. Storicamente, Star Trek ha rappresentato la ricerca di un’utopia ma nella nuova serie vengono mostrati tutti i lati oscuri della Federazione e dell’umanità.

In “Star Trek: Deep Space Nine” sono normali i conflitti tra i personaggi e non solo perché il personale della Federazione deve lavorare assieme ai Bajoriani, che hanno spesso dubbi sui nuovi alleati. Non si tratta solo di un modo per differenziare la serie da quelle precedenti ma è un elemento che fa parte dello sviluppo dei personaggi nel corso del tempo.

Sisko inizia la serie come comandante di un avamposto e non vuole essere coinvolto nella religione bajoriana e la finisce come personaggio chiave in una grande guerra abbracciando il suo ruolo come simbolo religioso. Kira inizia la serie come membro della resistenza bajoriana che vorrebbe uccidere tutti i cardassiani e la finisce combattendo fianco a fianco con i cardassiani. Questi sono solo due esempi perché anche gli altri protagonisti si evolvono nel corso della serie.

Le precedenti serie di Star Trek avevano episodi quasi sempre indipendenti tra loro e avere in “Star Trek: The Next Generation” alcune trame sviluppate attraverso vari episodi era già stato un elemento di rottura. “Star Trek: Deep Space Nine” venne sviluppata fin dall’inizio come una grande storia formata da vari archi narrativi in cui ogni tanto c’è un episodio autoconclusivo.

Qualcuno considera le prime tre stagioni di “Star Trek: Deep Space Nine” piuttosto statiche ma secondo me a parte qualche episodio il livello è complessivamente elevato e mostra il nuovo approccio a Star Trek. In particolare, gli episodi riguardanti i Maquis mostrano una Federazione ipocrita, forse peggiore dei Borg perché assimila le persone senza che se ne rendano conto. In vari episodi appare anche la Sezione 31, un’organizzazione segreta che apparentemente non risponde a nessuno i cui membri fanno ciò che ritengono giusto per preservare la Federazione a tutti i costi.

Dalla quarta stagione in poi comincia la guerra contro il Dominio, con un’ambientazione che va ben al di là della stazione spaziale. Molti episodi sono di livello straordinario con una drammaticità mai vista in precedenza in Star Trek. Ci sono vari archi narrativi che includono anche i Klingon e i romulani perché la guerra coinvolge buona parte della galassia.

Nana Visitor e René Auberjonois alla Star Trek convention di Las Vegas nel 2011
Nana Visitor e René Auberjonois alla Star Trek convention di Las Vegas nel 2011

“Star Trek: Deep Space Nine” ha avuto sette stagioni di successo di pubblico e di critica con il merito di aver dato qualcosa di realmente nuovo all’universo di Star Trek. Anche per questa serie sono stati pubblicati i DVD, libri legati a episodi o contenenti storie originali, videogiochi e gadget di vario tipo.

La fine di “Star Trek: Deep Space Nine” ha lasciato un enorme potenziale per nuove storie e secondo me è stato un errore tentare la strada del prequel, che a lungo termine ha portato al reboot con i nuovi film, piuttosto che andare avanti per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima.


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