Le città volanti – Ed essi avranno le stelle di James Blish

Le città volanti di James Blish
Le città volanti di James Blish

Il romanzo “Ed essi avranno le stelle”, conosciuto anche come “Avranno le stelle” (“They Shall Have Stars”, conosciuto anche come “Year 2018!”) di James Blish venne pubblicato per la prima volta nel 1956. È il primo romanzo della quadrilogia “Le città volanti”. In Italia è stato pubblicato da Mondadori all’interno del volume “Le città volanti” nella collana “Varia Fantascienza” e dall’Editrice Nord, all’interno del volume “Le città volanti” nel n. 174 della collana “Cosmo Oro”.

Il colonnello Paige Russell è un astronauta a cui la Pfitzner, un’importante industria farmaceutica, ha chiesto campioni di suolo dei pianeti e delle lune su cui ha fatto tappa per una ricerca. Quando va a consegnare i campioni, casualmente sente qualcosa che non avrebbe dovuto sentire e si incuriosisce.

Russell cerca di ottenere informazioni da Anne, la receptionist della Pfitzner, soprattutto quando scopre che è la figlia del più importante ricercatore dell’azienda. Così facendo finisce però per essere coinvolto non solo in ricerche segretissime ma anche in uno scontro di potere tra il senatore Bliss Wagoner e il direttore ereditario dell’FBI Francis Xavier MacHinery. L’esito di questo scontro determinerà il futuro dell’umanità.

Pur essendo il primo romanzo del ciclo “Le città volanti”, “Ed essi avranno le stelle” James Blish lo scrisse per secondo. Si tratta sostanzialmente di un grande prologo alle vere e proprie storie delle città volanti dato che racconta la storia dello sviluppo delle tecnologie che hanno portato alla loro nascita: la manipolazione della gravità e l’eliminazione dell’invecchiamento.

“Ed essi avranno le stelle” è ambientato all’inizio del XXI secolo, un periodo per certi versi diverso da come è nella realtà ma per altri versi simile. Secondo James Blish nel futuro prossimo ci sarebbe ancora l’Unione Sovietica e gli USA sarebbero diventati un regime sempre più oppressivo simile ai loro nemici in cui l’FBI spia chiunque, compresi i membri del Congresso.

Nel descrivere questa situazione c’è chiaramente un riferimento al Maccartismo e nonostante sia diversa da quella reale le similitudini sono un po’ inquietanti. Infatti oggi l’attenzione non è nella lotta al comunismo bensì all’estremismo islamico ma gli USA stanno comunque diventando simili al loro nemico con una crescita dell’estremismo religioso e c’è un’erosione dei diritti civili giustificata con la presunta volontà di assicurare la sicurezza ai cittadini. Che a sorvegliare la gente sia l’FBI, Homeland Security o un’altra agenzia cambia poco.

Nell’inizio di XXI secolo descritto da James Blish ci sono viaggi spaziali e addirittura importanti ricerche scientifiche portate avanti su altri pianeti direttamente da esseri umani e non solo tramite qualche sonda eppure la tecnologia spaziale viene descritta come in decadenza.

In questa situazione il senatore americano Bliss Wagoner ha deciso di finanziare progetti scientifici per sviluppare tecnologie ideate da scienziati considerati folli perché a volte sono gli unici in grado di pensare a qualcosa che possa veramente influenzare il futuro dell’umanità. Facendo ciò però Wagoner finisce nel mirino del direttore dell’FBI, una carica che nel corso del tempo è diventata ereditaria. Si tratta di uno scontro tra chi vuole il progresso, che passa anche per la libertà della diffusione delle conoscenze scientifiche, e chi invece vuole mantenere il controllo anche su queste conoscenze perché le considera alla stregua di armi.

Le scienze sono un argomento centrale di “Ed essi avranno le stelle”. James Blish aveva un background scientifico e lo si vede in questo romanzo che è in certi tratti un po’ pesante perché l’autore dà una spiegazione pseudo-scientifica alle tecnologie antigravitazionali e antiinvecchiamento. Blish cerca di dare una plausibilità alle scoperte scientifiche del suo romanzo per andare al di là della superscienza che veniva abitualmente presentata sulle riviste di fantascienza in particolare negli anni precedenti.

Nonostante questo appesantimento in alcune parti, la trama del romanzo è piuttosto scorrevole ma lo sviluppo dei personaggi non è eccezionale, limitato ad alcuni personaggi principali. Nonostante questi difetti, “Ed essi avranno le stelle” è un romanzo piuttosto buono che però secondo me ha senso leggere assieme agli altri del ciclo delle città volanti.

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