Quando in Cina era l’alba, la navetta Shenzhou 8 è partita dal Cosmodromo di Jiuquan utilizzando un razzo Long March 2F modificato, il più potente realizzato dai cinesi. Si tratta di una navetta senza equipaggio che fra due giorni dovrebbe effettuare il primo attracco di una navetta senza equipaggio tentato dai cinesi. L’attracco avverrà con il modulo Tiangong 1, che era stato messo in orbita lo scorso settembre.
Non si tratta di nulla di nuovo: la Cina sta facendo ora quello che USA e URSS hanno fatto 40 anni fa ma il programma spaziale cinese è iniziato negli anni ’90 e si sta sviluppando passo dopo passo. Una navicella che attracca ad un modulo spaziale è uno degli sviluppi fondamentali nella tecnologia spaziale cinese dato che richiede tante capacità tecniche diverse.
Il piano a lungo termine della Cina è di mettere in orbita una stazione spaziale con un equipaggio semipermanente entro il 2020. Il modulo Tiangong 1 è solo il primo esperimento messo in orbita per testare l’attracco delle navicelle cinesi e nei prossimi anni dovrebbe essere sostituito da nuovi moduli più grandi per poi arrivare all’assemblaggio della stazione spaziale vera e propria.
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La Cina continuerà comunque a collaborare con le altre nazioni in varie missioni spaziali. Anche questa missione comprende un esperimento in collaborazione con l’ESA (European Space Agency): infatti la navetta Shenzhou 8 ha a bordo alcuni campioni biologici di vario genere per testare gli effetti della microgravità e delle radiazioni spaziali su diversi tipi di cellule.
Nonostante collaborazioni di questo tipo, uno dei motivi che ha spinto la Cina a sviluppare un programma spaziale autonomo è stato il fatto di essersi sentita esclusa dal progetto della Stazione Spaziale Internazionale, soprattutto per opera degli USA.
Oggi la Cina è la nazione che ha di gran lunga il programma spaziale più ambizioso. Avendolo iniziato molto più tardi è molto indietro rispetto agli obiettivi raggiunti nel passato da USA e URSS / Russia ma queste nazioni non sembrano più voler investire molti soldi in programmi spaziali. Di conseguenza, nel giro di un decennio la Cina potrebbe avere una sua stazione spaziale e grazie ai progressi tecnologici che potrebbe compiere grazie al suo programma spaziale potrebbe arrivare molto lontano sulla Terra e nello spazio.
Come nel passato la rivalità USA/URSS portò agli sbarchi sulla Luna, oggi sembra che l’India sia l’unica nazione davvero intenzionata a sviluppare un programma spaziale alternativo a causa della sua rivalità con la Cina. Una volta ci si chiedeva se su Marte si sarebbe parlato l’inglese o il russo, forse oggi dobbiamo chiederci se fra vent’anni su Marte si parlerà il cinese o l’hindi.
