
Google ha pubblicato una serie di risultati ottenuti con il computer quantistico D-Wave 2X, un sistema acquistato per usarlo in collaborazione con la NASA. Lo scalpore è derivato dal fatto che i test hanno mostrato prestazioni cento milioni di volte superiori a quelle di un processore tradizionale. Il problema è che questi risultati vengono raggiunti solo per specifiche operazioni finendo per aggiungere nuove controversie attorno a questi sistemi.
Nel maggio 2013 Google e NASA annunciarono l’apertura del Quantum Artificial Intelligence Laboratory (QuAIL) con l’installazione di un computer quantistico D-Wave Two. Nel settembre 2015 venne annunciata l’installazione di un modello più avanzato, il D-Wave 2X, quello usato per i test pubblicati da Google.
I processori che costituiscono il cuore dei computer progettati da D-Wave Systems utilizzano il metodo chiamato ricottura quantistica. Per i test effettuati da Google, il confronto è stato fatto con un sistema tradizionale che utilizzava un metodo chiamato ricottura simulata, che permette di approssimare con una tecnica probabilistica certe operazioni di un computer quantistico. Il sistema D-Wave 2X è risultato oltre cento milioni di volte più veloce di un sistema tradizionale a singolo core che usava il metodo della ricottura simulata.
I test hanno compreso anche un confronto tra il sistema quantistico D-Wave 2X con un sistema tradizionale che utilizzava un algoritmo della famiglia quantum Monte Carlo, sfruttato per simulare computer quantistici. In questo caso, le differenze di prestazioni sono state variabili ma possono ancora essere cento milioni di volte superiori a quelle del sistema tradizionale che usa un algoritmo quantum Monte Carlo.
Il problema è che in parole povere questi test provano solo che un sistema quantistico può offrire prestazioni estremamente superiori a quelle di una simulazione di un sistema di quel tipo. In sostanza, questi test fanno risaltare le migliori condizioni possibili per il sistema quantistico D-Wave 2X.
Le condizioni sono praticamente opposte a quelle di un test che l’anno scorso aveva dato risultati deludenti su un sistema D-Wave Two. Va detto che il computer quantistico usato ora è di un livello superiore al precedente, con un processore quantistico a oltre 1000 qubit.
Il team di Google che partecipa all’utilizzo dei sistemi D-Wave intende cercare di ottimizzarne l’uso. Rimangono comunque i dubbi sull’utilizzo pratico di questo tipo di computer quantistici, che si aggiungono alle polemiche da sempre esistenti attorno ai sistemi D-Wave. Almeno per ora, sembrano davvero validi solo per certi tipi di utilizzi.

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