Google e NASA aprono un laboratorio per utilizzare un computer quantistico

Un chip quantistico a 128 qubit di D-Wave (Foto D-Wave Systems)
Un chip quantistico a 128 qubit di D-Wave (Foto D-Wave Systems)

La scorsa settimana Google ha annunciato l’apertura del Quantum Artificial Intelligence Lab assieme all’Ames Research Center della NASA  e alla Universities Space Research Association (USRA). Questo laboratorio ospiterà un computer quantistico creato da D-Wave Systems del modello D-Wave Two che verrà utilizzato per varie ricerche scientifiche, in particolare sull’apprendimento automatico. Lo scopo finale è costruire nuovi modelli per problemi come i cambiamenti climatici.

D-Wave Systems, Inc. è un’azienda fondata nel 1999 con sede a Burnaby, nella British Columbia, in Canada, che negli ultimi anni è stata al centro di varie controversie quando ha cominciato a presentare prototipi di computer quantistici. Questo tipo di computer è ancora altamente sperimentale perciò erano stati avanzati vari dubbi sul fatto che i processori creati da D-Wave rientrassero davvero tra quelli quantistici.

Nel 2011, D-Wave Systems ha annunciato il D-Wave One, un computer quantistico dotato di un processore a 128 qubit che utilizza il metodo chiamato ricottura quantistica. Poco dopo l’annuncio, Lockeed Martin ha siglato un contratto con D-Wave per avere uno di quei computer quantistici da utilizzare per la propria ricerca e sviluppo.

All’inizio del 2012, D-Wave Systems ha annunciato un nuovo processore quantistico a 512 qubit da utilizzare nel computer D-Wave Two. Recentemente, questo sistema è stato messo alla prova e ha mostrato prestazioni 3.600 volte superiori a quelle di un PC di fascia alta. Il prezzo è però molto elevato: non sono state fornite cifre ufficiali ma le voci parlano di un prezzo di 15 milioni di dollari.

Nei mesi scorsi, Lockeed Martin ha sostituito il suo D-Wave One con un D-Wave Two, secondo le voci per 10 milioni di dollari, e ora Google ne ha acquistato uno. Possiamo qundi presumere che il sistema funzioni davvero come dichiarato dal produttore. Certo, Google ha soldi da investire perciò può permettersi benissimo il costo di un D-Wave Two ma anche un’azienda sempre alla frontiera dell’innovazione non butta via i suoi soldi per un prodotto che non fornisca prestazioni almeno promettenti.

I computer quantistici rappresentano il futuro ma evidentemente qualcuno in Google, alla NASA e in Lockeed Martin pensa che possano essere utilizzabili già oggi per risolvere problemi pratici. Sarà davvero interessante vedere quali risultati potranno ottenere.

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