
Brian Wilson Aldiss (foto ©Szymon Sokól) è nato il 18 agosto 1925 a East Dereham, nella contea di Norfolk, in Inghilterra.
Nel 1943, durante la II Guerra Mondiale, Brian Aldiss si arruolò nel reggimento dei Royal Signals, con il quale combattè nell’allora Birmania. Dopo la fine della guerra cominciò a lavorare come libraio a Oxford. Fu durante quel periodo che cominciò a scrivere racconti in maniera professionale dopo averlo fatto per divertimento fin dall’infanzia.
I racconti di Brian Aldiss sulla vita in una libreria immaginaria vennero pubblicati con il titolo “The Brightfount Diaries” nel 1955 e, anche se il successo fu limitato, l’editore gli chiese se avesse altre storie. La decisione di scrivere fantascienza venne dettata dal fatto che nel 1954 Aldiss arrivò terzo a un concorso per racconti ambientati nell’anno 2500 con il racconto “Not For An Age” e altri racconti vennero pubblicati sulla rivista “New Worlds”. Per questo motivo, nel 1957 venne pubblicata l’antologia “Space, Time and Nathaniel”.
A quel punto, Brian Aldiss guadagnava dalla sua attività di scrittore quanto da quella di libraio perciò decise di fare lo scrittore a tempo pieno. In realtà, la sua attività letteraria divenne rapidamente variegata perché per alcuni anni fu anche direttore letterario del giornale “Oxford Mail”, si dedicò in vari modi alla critica letteraria e cominciò anche a curare varie antologie, da solo o in collaborazione, a volte con Harry Harrison.
Nonostante le tante attività, negli anni ’50-’60 Brian Aldiss ha trovato il tempo di scrivere parecchi romanzi su argomenti molto diversi come “Galassie come granelli di sabbia” (“The Canopy of Time”, conosciuto negli USA come “Galaxies like Grains of Sand”) del 1959, “Il lungo meriggio della Terra” (“Hothouse”, pubblicato negli USA in un’edizione modificata come “The Long Afternoon of Earth”) del 1962, “Dal buio degli anni luce” (“The Dark Light Years”) del 1964 e “Il mio mondo bruciato” (“Earthworks”) del 1965.
In quegli anni, Brian Aldiss cominciò anche a scrivere saggistica su vari argomenti ma spesso legati alla fantascienza. In un viaggio nell’allora Yugoslavia incontrò i fan a Lubiana, che oggi è la capitale della Slovenia. Da quell’esperienza trasse il saggio “Cities and Stones”, pubblicato nel 1966. Nel 1973 pubblicò “Billion Year Spree: The History of Science Fiction”, una storia della fantascienza, rivista e ampliata con la collaborazione di David wingrove per una nuova edizione del 1986 con il titolo “Trillion Year Spree”.
Negli anni ’70 Brian Aldiss ha trovato il tempo di scrivere anche romanzi di altro tipo come la saga di Horatio Stubbs, in parte ispirata alle sue esperienze di guerra, composta da: “The Hand-Reared Boy” del 1970, “A Soldier Erect” del 1970 e “A Rude Awakening” del 1978.
Brian Aldiss ha continuato a destreggiarsi tra romanzi, saggi e la cura di antologie varie e negli anni ’80 ha pubblicato la trilogia di Helliconia, tra le sue opere più conosciute composta da: “La primavera di Helliconia” (“Helliconia Spring”) del 1982, vincitore del premio BSFA, “L’estate di Helliconia” (“Helliconia Summer”) del 1983 e “L’inverno di Helliconia” (“Helliconia Winter”) del 1985.
Non soddisfatto delle sue tante attività, a partire dagli anni ’90, Brian Aldiss ha pubblicato anche vari libri di poesia. Ha anche gestito concorsi per “minisaghe”, storie brevissime composte di sole 50 parole ospitate dal “Daily Telegraph” e successivamente raccolte in antologie.
Nel 2001 il suo racconto del 1969 “Supertoys che durano tutta l’estate” (“Super-Toys Last All Summer Long”) ha conosciuto nuova fama dopo l’uscita del film “A.I. – Intelligenza artificiale” (“A.I. Artificial Intelligence”), un progetto iniziato da Stanley Kubrick e terminato da Steven Spielberg dopo la morte del maestro.
Nel 2000, Brian Aldiss è stato nominato Grand Master dalla Science Fiction Writers of America. Nel 2004 è stato introdotto nella Science Fiction and Fantasy Hall of Fame. Nel 2013 ha ricevuto il World Fantasy Special Award. Le onoreficenze non sono solo letterarie perché nel 2005 è stato insignito dell’Ordine dell’Impero Britannico. Tutto ciò mostra la sua importanza come autore e curatore nel campo della fantascienza.

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