Forbici vince carta vince pietra di Ian McDonald

Forbici vince carta vince pietra di Ian McDonald
Forbici vince carta vince pietra di Ian McDonald

Il romanzo “Forbici vince carta vince pietra” (“Scissors Cut Paper Wrap Stone”) di Ian McDonald è stato pubblicato per la prima volta nel 1994. In Italia è stato pubblicato da Einaudi nel n. 469 di “Einaudi Tascbili Vertigo” e da Mondadori nel n. 138 di “Urania Collezione nella traduzione di Antonio Caronia. Quest’ultima edizione è anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Ethan Ring è un grafico che ha contribuito a inventare i frattori, una tecnologia dal potenziale estremamente pericoloso. Costretto a usarla per fini distruttivi da un’agenzia segreta europea, dopo anni il senso di colpa lo schiaccia. La sua unica speranza di trovare una redenzione è iniziare un pellegrinaggio di Shikoku.

Assieme al suo amico Masahiko, Ethan viaggia attraverso le insidie di un Giappone caduto in una nuova forma di feudalesimo. Bande di Akira, mercenari pagati dai signori locali e da agenzie private, controllano il territorio. Un altro pericolo è costituito da anime scaricati in banche dati di realtà virtuale.

Fin dall’inizio della sua carriera, Ian McDonald aveva mostrato una predilezione per ambientazioni “esotiche” per le sue storie terrestri. “Forbici vince carta vince pietra” è ambientato in parte in Giappone in un futuro ormai vicino. Il protagonista Ethan Ring sta compiendo un pellegrinaggio di Shikoku, che include 88 templi sparsi per l’isola giapponese di Shikoku.

Ian McDonald usa il pellegrinaggio di Shikoku, un tipo di pellegrinaggio realmente esistente, per raccontare la storia di Ethan Ring. Il motivo per cui compie quel pellegrinaggio è un enorme rimorso per l’uso che ha fatto dei frattori, la pericolosa tecnologia che ha contribuito a inventare.

Il tema delle conseguenze dell’uso negativo di una scoperta o di un’invenzione è uno dei più classici della fantascienza. Ian McDonald racconta la storia di Ethan Ring alternando quella del suo presente con il pellegrinaggio e quella del suo passato. Il senso di colpa per ciò che ha fatto è tale che nel corso del suo pellegrinaggio il protagonista considera il vecchio Ethan come una persona diversa.

Per questo motivo, le parti del romanzo riguardanti il pellegrinaggio sono narrate in prima persona da Ethan mentre quelle riguardanti il suo passato sono narrate in terza persona. Questa spaccatura è fondamentale nella storia e lo stesso Ethan dice che la persona che era prima è morta, uccisa dalla colpa.

Il Giappone neo-feudale del futuro è un mix di elementi classici e cyberpunk, tra buddhismo e realtà virtuale. “Forbici vince carta vince pietra” è un romanzo per il quale le etichette sarebbero limitative perché ian McDonald mette assieme parecchi elementi diversi prendendo ciò che gli è utile per la storia.

C’erano già state storie importanti riguardanti invenzioni pericolose anche nel movimento cyberpunk, come “Giù nel Cyberspazio” (“Count Zero”) di William Gibson e “Snow Crash” di Neal Stephenson. Siccome Ian McDonald mescola generi e sottogeneri, in “Forbici vince carta vince pietra” l’invenzione è ispirata alla Kabbalah. Il risultato potrebbe essere intitolato “Lo Zen e l’arte della Kabbalah” perché ha anche alcune similitudini con il celebre romanzo di Robert Pirsig.

Nel corso del romanzo, il lettore scopre pian piano il passato di Ethan Ring e il suo tentativo di espiazione. La storia è molto introspettiva, con poca azione e tante idee. La tecnologia ha grande importanza nella trama ma non è particolarmente approfondita perché serve a svilupparne il lato filosofico del romanzo.

“Forbici vince carta vince pietra” è un romanzo breve per gli standard odierni. Oggi a volte ci lamentiamo che alcuni romanzi sono troppo lunghi e contengono parti inutili, questo è forse troppo breve e non riesce a sviluppare pienamente la trama. Allo stesso tempo, la storia d’amore tra Ethan E Luka mi sembra di utilità limitata perché l’ho trovata piatta ma forse è un mio problema personale con gli elementi romantici in generale.

Per le sue caratteristiche, “Forbici vince carta vince pietra” è un romanzo che va letto con calma per riflettere su ogni frase, magari rileggendolo per cogliere meglio qualche sfumatura di significati sfuggiti la prima volta. Non è facile da leggere ma se cercate un romanzo che vi faccia pensare ve lo consiglio.

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