
Dopo parecchi tentativi, il team del progetto ISEE-3 Reboot ha annunciato di essere riuscito a far funzionare i propulsori della sonda spaziale ISEE-3 (International Sun/Earth Explorer 3), conosciuta anche come ICE (International Cometary Explorer). Il 2 luglio, il team era riuscito ad attivare i propulsori ma successivamente non avevano dato segni di vita. Dopo parecchi giorni di tentativi di individuare il problema, questa sonda che ormai ha 36 anni sembra poter davvero tornare a essere operativa.
Il progetto ISEE-3 Reboot è nato per cercare di riutilizzare la vecchia sonda spaziale ISEE-3, che si stava riavvicinando alla Terra dopo aver terminato le sue missioni ed aver vagato nello spazio per quasi 20 anni. In maggio, l’inizio del progetto era stato promettente e il team era riuscito a ristabilire i contatti con ISEE-3 ma successivamente le cose erano diventate più complicate. Ad un certo punto, c’era stato il serio timore di dover abbandonare la speranza di poter controllare la sonda.
Il team del progetto ISEE-3 Reboot ha trascorso il mese di giugno utilizzando il poco tempo a disposizione con il Deep Space Network per comunicare con la sonda spaziale ISEE-3. Il piano consisteva nell’assicurarsi che rispondesse ai comandi in maniera corretta per poi attivare i propulsori. Ci è voluto più tempo del previsto perché in alcuni giorni le comunicazioni erano difficoltose e a volte il team aveva meno di un’ora per tentarle.
Finalmente, il 2 luglio la sonda ISEE-3 ha accettato il comando che ha attivato brevemente i propulsori, che si sono accesi. Nei giorni successivi però i seguenti tentativi di spostare ISEE-3 sono falliti. Dopo vari tentativi di trovare il problema, il team si è rivolto alla comunità di Internet, chiamata affettuosamente i Borg, per un’analisi collettiva della situazione.
Il progetto ISEE-3 Reboot è seguito da molti appassionati che però in genere non hanno competenze specifiche. Alcuni invece hanno conoscenze approfondite di navicelle spaziali e hanno aiutato il team del progetto a individuare le possibili cause del problema. Per alcuni giorni, il team ha provato varie combinazioni di valvole del sistema di propulsione per trovare il modo corretto di attivarle e alla fine ha avuto un successo almeno parziale.
Nei prossimi giorni, il team valuterà fino a che punto sarà possibile controllare la traiettoria della sonda ISEE-3. A seconda di cosa riusciranno a ottenere, decideranno quale sarà la nuova missione di ISEE-3. I pannelli solari funzionano in maniera migliore di quanto ci si aspettasse dopo tanti anni perciò ci sono buone speranze di poter utilizzare la sonda per qualche ricerca scientifica.
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