Un primo passo dell’amministrazione Obama contro i “patent troll”

Il presidente degli U.S.A. Barack Obama
Il presidente degli U.S.A. Barack Obama

Nel giugno 2013, il presidente degli U.S.A. Barack Obama aveva annunciato misure per limitare il fenomeno del “patent trolling”, che consiste nell’utilizzare i brevetti al solo scopo di limitare la concorrenza e di ottenere soldi tramite azioni legali o tramite accordi che seguono minacce di tali azioni. Ieri è arrivato l’annuncio dell’apertura di una sezione del sito dello United States Patent and Trademark Office (USPTO), cioè dell’organismo che si occupa dei brevetti, contenente informazioni utili a chiunque sia stato accusato di violare qualche brevetto altrui.

L’intenzione del presidente Obama era di riformare le leggi sui brevetti per limitarne l’abuso che porta ad usarli esclusivamente per ottenere soldi da altre aziende e non per creare un prodotto da vendere. Peggio ancora, la privatizzazione dei brevetti a volte rende difficile capire chi ne sia il reale proprietario. Un’azienda può vendere le licenze sui suoi brevetti ad altre aziende, le quali li utilizzano solo per denunciare altre aziende o almeno minacciare di denunciarle per presunte violazioni di alcuni di quei brevetti.

Alcune tra le aziende più grandi del mondo usano i loro brevetti per attaccare i concorrenti. Inevitabilmente, esse fanno pressione sul Congresso americano affinché le cose rimangano come ora. In effetti, il presidente Obama non è riuscito a mettere in atto le proposte che aveva fatto nel giugno 2013 e l’annuncio di ieri riguarda solo alcune misure limitate.

La nuova sezione del sito web dello USPTO ha probabilmente un senso più simbolico che sostanziale. Se un’azienda viene accusata di violazione di brevetti altrui, deve rivolgersi ad un avvocato, possibilmente con competenze specifiche sull’argomento. Si suppone che l’avvocato non abbia bisogno delle informazioni inserite in quella nuova sezione.

La Casa Bianca ha annunciato anche altre iniziative. La prima è il “Crowdsourcing Prior Art”, un programma che vuole coinvolgere aziende, esperti e anche gente comune per aiutare chi deve esaminare i brevetti a rintracciare usi precedenti di quei concetti. Ciò perché un brevetto deve riguardare un’invenzione originale e può essere invalidato se si scopre che invece riguardava qualcosa già esistente.

La seconda iniziativa riguarda un miglioramento della preparazione tecnica del personale dello USPTO. Il problema del patent trolling è diventato molto forte nel campo delle tecnologie, che avanza a velocità notevoli. Si rende quindi più che mai necessario che il personale che deve approvare una richiesta di brevetto sia aggiornato. Quest’iniziativa invita tecnologi, ingegneri e altri esperti a offrire un aiuto volontario per questi aggiornamenti.

La terza iniziativa invita gli avvocati specializzati in brevetti a offrire i loro servizi “pro bono”, cioè gratuitamente”, agli inventori che non sono in grado di pagare la difesa se vengono accusati di violazione di brevetti altrui. Ciò dovrebbe aiutare a scoraggiare una delle strategie più sporche delle grosse aziende contro piccoli concorrenti.

Onestamente non si tratta di cambiamenti molto sostanziali e bisogna sperare che ci siano molte persone di buona volontà che risponderanno agli inviti della Casa Bianca. I patent troll sono parassiti che limitano il progresso costando miliardi di dollari che non possono essere usati per lo sviluppo. Ci vorrà ben altro per combatterli seriamente, speriamo che questo sia solo l’inizio.

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