Google annuncia l’iniziativa Patent Purchase Promotion contro i patent troll

Google ha annunciato la Patent Purchase Promotion, un’iniziativa sperimentale per combattere il fenomeno del patent trolling, l’uso dei brevetti al solo scopo di limitare la concorrenza e di ottenere soldi tramite azioni legali o tramite accordi che seguono minacce di tali azioni. In questo caso, Google chiede ai detentori di brevetti  americani disposti a venderli di comunicarlo assieme al prezzo richiesto. Ciò per evitare che finiscano in mano a patent troll.

Il patent trolling è diventato un grosso problema negli ultimi anni. Ci sono aziende che usano i brevetti per minacciare cause legali e ottenere accordi commerciali. Ad esempio, Microsoft ha già guadagnato miliardi grazie ad accordi fatti con i produttori di dispositivi Android dopo averli minacciati per presunte violazioni di sui brevetti. Alcune aziende esistono solo per fare soldi sfruttando brevetti ma senza produrre nulla.

L’amministrazione Obama ha preso un’iniziativa contro il patent trolling ma chiaramente Google è tra quelli che non la ritiene sufficiente. Per questo motivo, l’azienda ha deciso di tentare questo nuovo esperimento, aprendo una sorta di mercato sperimentale di brevetti. Google preferisce pagare persone e aziende che hanno creato qualcosa di nuovo ed evitare che i brevetti diventino armi piuttosto che rischiare di dover gettare soldi e altre risorse per combattere i patent troll.

Il programma Patent Purchase Promotion prevede che tra l’8 e il 22 maggio 2015 i proprietari di brevetti americani possano comunicare a Google la loro disponibilità a venderli. L’azienda valuterà le offerte e nel giro di poche settimane comunicherà quali brevetti è interessata ad acquistare. L’iniziativa prevede che i proprietari mantengano una licenza d’uso dei brevetti ma in caso di acquisto Google potrà poi usarli come crede.

Con quest’iniziativa, una delle aziende più importanti del mondo otterrà sicuramente vari nuovi brevetti. Questo può essere considerato il minore dei due mali considerando il rischio che essi finiscano nelle mani di patent troll. È una conseguenza di una perversione del sistema dei brevetti, che dovrebbe stimolare gli investimenti nell’innovazione permettendo di goderne i frutti ma viene spesso usato a fini parassitari. Ciò frena l’innovazione e penalizza i consumatori, che finiscono per dover pagare di più molti prodotti proprio a causa dei costi extra originati dai patent troll.

3 Comments


  1. Purtroppo chi ha un po’ di soldi in questo mondo riesce ad avere la meglio sugli altri, anche se non se lo merita. Speriamo che Google riesca a trovare una soluzione, almeno online.

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    1. Non so se quest’esperimento potrà essere una soluzione ma almeno Google sta cercando un modo per cambiare le cose.

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